Un uomo di 63 anni raggiunge la remissione dell’HIV dopo un trapianto di cellule staminali da un fratello con rara mutazione CCR5. Il virus non è più rilevabile nei tessuti analizzati.
Un uomo di 63 anni, noto come “paziente di Oslo”, ha raggiunto una remissione a lungo termine dall’HIV dopo un raro trapianto di cellule staminali per il trattamento di un tumore del sangue. Il caso, descritto su Nature Microbiology, rappresenta uno dei circa dieci episodi al mondo in cui pazienti HIV positivi hanno ottenuto una remissione duratura dopo una procedura simile.
L’uomo conviveva con il virus dal 2006 e nel 2017 aveva ricevuto una diagnosi di sindrome mielodisplastica, una forma di tumore del sangue incurabile. I medici hanno scelto come donatore il fratello, senza sapere che possedeva una rara mutazione del gene CCR5, presente in circa l’1% della popolazione del Nord Europa, che impedisce al virus di entrare nelle cellule. La scoperta è avvenuta solo il giorno del trapianto nel 2020.
Il ruolo della mutazione CCR5 e il “fattore fortuna”
La mutazione del gene CCR5 è considerata uno dei principali fattori che possono bloccare l’ingresso dell’HIV nelle cellule del sistema immunitario. Per questo motivo, nei trapianti destinati a pazienti con HIV e tumori del sangue, i medici cercano donatori compatibili che la possiedano. Nel caso del paziente di Oslo, la presenza della mutazione nel fratello è stata definita dai ricercatori un evento eccezionale, descritto come “vincere alla lotteria due volte”. Il trapianto, eseguito nel 2020, ha comportato la sostituzione completa del sistema immunitario del paziente con quello del donatore. Due anni dopo l’intervento, l’uomo ha sospeso la terapia antiretrovirale, che aveva mantenuto sotto controllo l’infezione per anni. Successivi controlli non hanno rilevato tracce del virus nel sangue, nell’intestino e nel midollo osseo, suggerendo una remissione profonda e stabile. I medici hanno tuttavia sottolineato che si tratta di una procedura altamente rischiosa, utilizzabile solo nei casi in cui coesistono HIV e tumori ematologici gravi.
Un caso raro che amplia la ricerca sull’HIV
Il caso del paziente di Oslo si inserisce in una serie limitata ma significativa di remissioni dell’HIV osservate dopo trapianti di cellule staminali, a partire dal primo caso riconosciuto nel 2008 con il cosiddetto “paziente di Berlino”, Timothy Ray Brown. Altri casi successivi sono stati documentati a Londra, New York, Ginevra e Düsseldorf.
Secondo i ricercatori, il paziente di Oslo è il primo a essere stato trattato con un donatore familiare e il primo in cui è stata osservata una sostituzione completa del sistema immunitario anche nei tessuti intestinali e nel midollo osseo. Gli studiosi sottolineano che questa procedura non è applicabile su larga scala per i milioni di persone che convivono con l’HIV, ma che lo studio di questi casi rari potrebbe offrire informazioni cruciali sul funzionamento del virus e sulle possibili strade verso una cura universale.
Il paziente, oggi in buona salute, è stato descritto dai medici come privo di sintomi e con livelli di energia normali, al punto che alcuni ricercatori suggeriscono che non possa più essere considerato un paziente in senso clinico.
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