Salute 3 Aprile 2026 13:00

Che ora fa il tuo orologio biologico? La risposta in un capello

Un semplice test del capello potrebbe rivoluzionare la medicina circadiana: consente di misurare il cronotipo individuale senza ricorrere a procedure complesse. Lo studio, pubblicato su Pnas, apre la strada a terapie sempre più personalizzate

di Isabella Faggiano
Che ora fa il tuo orologio biologico? La risposta in un capello

C’è un tempo che non coincide con quello dell’orologio da polso. È quello biologico, scandito da ritmi interni che regolano sonno, metabolismo, sistema immunitario e persino la risposta ai farmaci. Un tempo personale, che varia da individuo a individuo e che oggi può essere misurato con una nuova metodica semplice e non invasiva: un test del capello. A svilupparlo è un team della Charité – Universitätsmedizin di Berlino, con l’obiettivo di rendere finalmente accessibile su larga scala la valutazione del cronotipo, cioè la fase del ritmo circadiano individuale.

Il limite dei metodi tradizionali

Fino ad oggi, determinare con precisione l’orologio biologico significava ricorrere a tecniche complesse, come la misurazione della melatonina in condizioni di luce controllata per diverse ore. Procedure accurate ma difficili da applicare nella pratica clinica. Come spiegano gli autori dello studio, “il metodo standard utilizzato attualmente misura la melatonina nella saliva in condizioni di scarsa illuminazione per diverse ore. Questo può essere fatto solo in laboratorio ed è troppo complesso per un utilizzo su larga scala”. Da qui la necessità di strumenti più semplici, capaci di uscire dai laboratori e arrivare nella vita reale.

HairTime: il cronotipo in un singolo capello

Il nuovo test, chiamato HairTime, si basa sull’analisi delle cellule dei follicoli piliferi. “In queste cellule misuriamo l’attività di 17 geni che fanno parte dell’orologio molecolare o che da questo sono controllati”, spiegano i ricercatori. Attraverso algoritmi di apprendimento automatico, questi dati permettono di stimare con precisione la fase circadiana individuale. Basta un singolo campione, raccolto anche a casa. Nello studio di validazione, il test ha mostrato una forte concordanza con il metodo di riferimento, dimostrando una capacità predittiva elevata. “Abbiamo sviluppato un test semplice e non invasivo che consente di stimare la fase circadiana da un singolo campione di capelli, con risultati molto vicini a quelli ottenuti con la melatonina”, sottolineano gli autori.

Cosa rivela lo studio su 4mila persone

Applicato a oltre 4mila individui, HairTime ha permesso di osservare come il ritmo biologico sia influenzato da molteplici fattori. Età, sesso e soprattutto stile di vita giocano un ruolo determinante. I dati mostrano, ad esempio, che i giovani tendono ad avere ritmi più tardivi rispetto agli adulti più anziani. Le donne presentano una fase circadiana leggermente anticipata rispetto agli uomini, anche se con differenze meno marcate rispetto a quanto suggerito da studi basati su questionari. Particolarmente interessante l’impatto dei ritmi sociali: nei giorni lavorativi, l’orologio biologico risulta anticipato rispetto ai giorni liberi. Un segnale chiaro di quanto i fattori ambientali e organizzativi possano modulare i nostri bioritmi. “Insieme, questi risultati dimostrano che la fase circadiana varia tra individui ed è influenzata sia da fattori genetici sia da condizioni ambientali e sociali”, evidenziano i ricercatori.

Dalla diagnosi alla terapia: verso la medicina circadiana

Le implicazioni cliniche sono rilevanti. Sapere “che ora è” per il nostro organismo potrebbe consentire di ottimizzare diagnosi e trattamenti, adattandoli al momento della giornata in cui risultano più efficaci. “L’ora del giorno in cui vengono somministrate alcune terapie può avere un impatto sostanziale sulla loro efficacia”, osserva Achim Kramer, tra gli autori dello studio. Un principio alla base della cosiddetta medicina circadiana. Il nuovo test potrebbe quindi rappresentare uno strumento chiave per sviluppare approcci terapeutici personalizzati, riducendo effetti collaterali e migliorando gli esiti. Facile da eseguire, non invasivo e adatto a studi su larga scala, HairTime apre una nuova fase nella ricerca sui ritmi biologici. Non più confinata ai laboratori, ma potenzialmente integrata nella pratica clinica quotidiana.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato