Salute 3 Aprile 2026 10:47

Moda usa e getta sotto accusa: piombo rilevato negli abiti infantili

Ricercatori universitari trovano contaminazioni da piombo in tutti i capi analizzati. I colori più vivaci risultano i più critici, con possibili rischi per lo sviluppo neurologico dei bambini.

di Arnaldo Iodice
Moda usa e getta sotto accusa: piombo rilevato negli abiti infantili

Un nuovo studio presentato al congresso primaverile dell’American Chemical Society (ACS) ha rilevato livelli potenzialmente pericolosi di piombo negli abiti destinati ai bambini, sollevando interrogativi sulla sicurezza della moda usa e getta.

Il lavoro, condotto da ricercatori della Marian University guidati dalla chimica Kamila Deavers, ha analizzato 11 magliette di diversi marchi e colori acquistate presso rivenditori fast fashion e discount. Tutti i campioni hanno superato il limite statunitense di sicurezza fissato a 100 parti per milione.

Attraverso simulazioni biologiche, gli scienziati hanno inoltre dimostrato che anche una breve esposizione orale (comportamento comune nei bambini piccoli) potrebbe portare all’assorbimento di quantità rilevanti di piombo, sostanza tossica nota per i suoi effetti sullo sviluppo neurologico infantile.

Perché il piombo finisce nei vestiti

L’interesse dei ricercatori nasce dall’osservazione crescente di contaminazioni da metalli pesanti nei prodotti quotidiani. Il piombo può entrare negli indumenti attraverso coloranti e processi di fissaggio economici, come l’uso dell’acetato di piombo, impiegato per rendere i colori più brillanti e resistenti. I tessuti rossi e gialli hanno mostrato le concentrazioni più elevate, suggerendo un legame diretto tra intensità cromatica e contaminazione chimica.

I rischi per la salute

Il piombo rappresenta una minaccia sanitaria anche a dosi molto basse. È associato a danni cerebrali, alterazioni comportamentali, disturbi dell’apprendimento e compromissione del sistema nervoso centrale, con i bambini sotto i sei anni considerati la popolazione più vulnerabile dalle autorità sanitarie. A differenza degli adulti, i bambini esplorano l’ambiente portando oggetti e tessuti alla bocca, aumentando il rischio di ingestione accidentale.

Per valutare l’impatto reale, i ricercatori hanno simulato le condizioni dello stomaco umano per stimare quanto piombo potrebbe essere assorbito durante la masticazione dei vestiti. I modelli indicano che l’esposizione quotidiana derivante dal succhiare o mordicchiare i tessuti potrebbe superare i limiti di ingestione stabiliti dalla Food and Drug Administration statunitense. Sebbene i dati siano preliminari, l’esposizione ripetuta potrebbe favorire l’accumulo di piombo nel sangue e richiedere monitoraggi clinici. Il team intende ora verificare se il lavaggio degli indumenti possa diffondere ulteriormente la contaminazione ad altri capi o persino alle acque reflue domestiche.

Moda veloce e sicurezza

Gli autori dello studio chiedono controlli più rigorosi sugli indumenti prima della vendita e l’adozione di tecniche di tintura più sicure. Esistono alternative prive di piombo, come mordenti naturali derivati da piante ricche di tannini o l’allume, ma la loro diffusione richiede investimenti industriali significativi. Senza pressioni normative o richieste esplicite dei consumatori, il passaggio a processi più sicuri potrebbe procedere lentamente. I ricercatori sottolineano quindi l’importanza della sensibilizzazione pubblica: informare genitori e tutori sui rischi nascosti negli abiti per bambini può rappresentare il primo passo per stimolare cambiamenti concreti nell’industria della moda.

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