L’Istat fotografa nel 2025 oltre 8 milioni di italiani a rischio alcol. Il consumo abituale eccessivo colpisce l’8,3% della popolazione, il binge drinking l’8,2%. Fuma il 18,6% degli italiani.
Sono oltre 8 milioni gli italiani con almeno un comportamento a rischio legato al consumo di alcol, pari al 15,1% della popolazione sopra gli 11 anni. Il consumo abituale eccessivo riguarda l’8,3% degli italiani, con una netta prevalenza maschile (11,4% contro il 5,3% delle donne), mentre il binge drinking coinvolge l’8,2% della popolazione complessiva (12,0% uomini e 4,6% donne). Il fenomeno interessa soprattutto le fasce più giovani e i contesti sociali in cui il consumo occasionale intenso viene percepito come comportamento normale.
Parallelamente, il fumo continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio per la salute pubblica: fuma il 18,6% degli italiani, con quote particolarmente elevate tra i giovani di 18-24 anni (22,9%) e il livello massimo tra i 25-34 anni (27,4%), confermando una diffusione precoce dell’abitudine.
È quanto emerge dal report Istat “Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol”, relativo al 2025.
Fumo, sedentarietà e peso eccessivo
Il report Istat evidenzia anche una crescita significativa dell’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato non combusto, passati dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025, segnando quasi un raddoppio in quattro anni e indicando un cambiamento nelle modalità di consumo della nicotina. Questi dispositivi risultano particolarmente diffusi tra i giovani adulti e tra chi tenta di ridurre o sostituire il fumo tradizionale, anche se il loro impatto sulla salute resta oggetto di monitoraggio.
Sul fronte dell’attività fisica emergono segnali solo parzialmente positivi: la sedentarietà diminuisce di 2,4 punti percentuali rispetto al 2024, ma continua a coinvolgere oltre il 30% della popolazione italiana. L’inattività fisica raggiunge il 49% tra le persone con basso titolo di studio e mostra forti differenze territoriali, con il 41,2% di sedentari nel Mezzogiorno, contro il 26% del Centro e il 20,3% del Nord, evidenziando persistenti disuguaglianze sociali e culturali negli stili di vita.
La quota di adulti in eccesso di peso è stabile negli ultimi tre anni al 46,4% (46,3% nel 2023). Di questi, il 34,8% è in sovrappeso e l’11,6% è obeso, pari a circa 5 milioni e 750mila persone.
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