Advocacy e Associazioni 4 Marzo 2026 12:15

Tumori in Italia: 362mila nuovi casi nel 2025. Sopravvivenza in crescita, ma persistono divari territoriali

Il ministro della Salute Orazio Schillaci sottolinea l’importanza di dati epidemiologici completi per strategie mirate di prevenzione e cura

di Redazione
Tumori in Italia: 362mila nuovi casi nel 2025. Sopravvivenza in crescita, ma persistono divari territoriali

“Avere dati epidemiologici precisi è il punto di partenza per avere strategie mirate e conoscere i dati su base regionale o all’interno della stessa regione. Credo sia importante per continuare nel percorso di lotta ai tumori che abbiamo iniziato dal primo giorno al ministero”. Con queste parole il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha aperto il convegno “I tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica dell’Airtum”, richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra Regioni per superare la frammentazione dei dati e avere un quadro epidemiologico completo. Secondo le stime presentate dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (Airtum), nel 2025 in Italia si prevedono 362.100 nuovi casi di tumore: 182.300 tra gli uomini e 179.800 tra le donne. Il miglioramento nella prevenzione e nella cura ha portato a una progressiva riduzione della mortalità: negli uomini il calo annuo è del 1,8%, nelle donne dello 0,6%. Tuttavia, nelle regioni meridionali si registra ancora un divario di sopravvivenza di circa il 5% rispetto al Centro-Nord, legato a stili di vita meno salutari e a criticità nell’accesso ai percorsi di cura.

I tumori più diffusi

I tumori più frequenti restano quelli della mammella (55.900 casi), seguiti da polmone (43.500), colon-retto (41.700) e prostata (31.200, il più diffuso tra gli uomini). Negli uomini diminuiscono sia incidenza sia mortalità. Nelle donne, invece, l’incidenza rimane stabile ma cresce il tumore al polmone (+2,3%), conseguenza della diffusione del fumo. In calo, in entrambi i sessi, i tumori di fegato, colon-retto e stomaco, mentre è in aumento il melanoma. La sopravvivenza a cinque anni è più alta nelle donne (74,1%) rispetto agli uomini (70,7%). Per quanto riguarda bambini e adolescenti, l’incidenza nei più piccoli (0-14 anni) è stabile, con una sopravvivenza all’85%, in aumento del 2%. Negli adolescenti (15-19 anni) crescono i casi di tumore alla tiroide e melanoma, ma anche la sopravvivenza, salita all’89%, senza particolari differenze geografiche.

Criticità regionali e di genere

Il presidente di Airtum, Fabrizio Stracci, ha evidenziato come i dati confermino “progressi nella prevenzione e nella cura, ma sottolineino anche le criticità del Sud e tra le donne, soprattutto per i tumori correlati al fumo”. Il Ministro Schillaci, infine, ha rimarcato che è fondamentale superare le lacune nella raccolta dei dati regionali, dialogando con le Regioni per una piena condivisione e un’implementazione efficace dei Registri Tumori. Solo con informazioni precise e complete sarà possibile attuare interventi mirati, ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare ulteriormente gli esiti clinici.


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