Nutri e Previeni 4 Marzo 2026 10:26

Obesità infantile, emergenza globale: 1 bambino su 10 è obeso

Nel mondo 188 milioni di bambini e adolescenti tra 5 e 19 anni vivono con obesità, secondo l’ultimo rapporto UNICEF: per la prima volta il sovrappeso supera il sottopeso, svolta nella mappa globale della malnutrizione

di Viviana Franzellitti
Obesità infantile, emergenza globale: 1 bambino su 10 è obeso

Per la prima volta nella storia recente della nutrizione globale, l’obesità ha superato il sottopeso tra bambini e adolescenti. È quanto emerge dall’ultimo rapporto pubblicato da UNICEF, che analizza l’andamento della malnutrizione nella fascia 5-19 anni a livello mondiale. L’analisi, basata sui più aggiornati database internazionali su crescita e stato nutrizionale infantile, evidenzia che 188 milioni di minori – 1 su 10 – vivono con obesità, mentre 391 milioni – 1 su 5 – sono in sovrappeso. Un ribaltamento che fotografa una trasformazione profonda dei sistemi alimentari globali e degli stili di vita. Il fenomeno interessa ormai quasi tutte le regioni del mondo e segna un cambio di paradigma nelle priorità di salute pubblica.

Il sorpasso storico: l’obesità oltre il sottopeso

Dal 2000 a oggi la prevalenza dell’obesità tra i 5 e i 19 anni è passata dal 3% al 9,4%, triplicando in poco più di vent’anni. Nello stesso periodo il sottopeso è diminuito, scendendo da quasi il 13% al 9,2%. Il risultato è un sorpasso epidemiologico che ridefinisce il concetto stesso di malnutrizione: non più solo carenza di cibo, ma anche eccesso di alimenti poveri dal punto di vista nutrizionale. Oggi l’obesità supera il sottopeso in tutte le regioni del mondo, ad eccezione dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale, confermando che il problema riguarda ormai Paesi ad alto, medio e basso reddito.

Italia: sovrappeso in calo, obesità stabile

Il quadro italiano mostra una dinamica più articolata. La percentuale di bambini tra 5 e 19 anni con sovrappeso è scesa dal 32% nel 2000 al 27% nel 2022, segnale di un lieve miglioramento. Tuttavia, la quota di bambini con obesità resta stabile al 10%, un dato che indica come la componente più grave dell’eccesso ponderale fatichi a ridursi. Secondo UNICEF Italia, la prevenzione deve iniziare sin dalla prima infanzia, anche attraverso la promozione dell’allattamento, riconosciuto come uno dei principali strumenti di prevenzione del rischio di obesità futura.

Perché l’obesità cresce tra i più giovani

Alla base dell’aumento globale ci sono ambienti alimentari sempre più sbilanciati. La diffusione di cibi ultra-processati, ricchi di zuccheri aggiunti, grassi saturi, sale e additivi, ha modificato radicalmente le abitudini quotidiane. Questi prodotti sono spesso più economici, più accessibili e più pubblicizzati rispetto agli alimenti freschi. Il marketing digitale amplifica il fenomeno, offrendo all’industria alimentare un accesso diretto al pubblico giovane attraverso social network, piattaforme di streaming e videogiochi. Scuole e quartieri urbani diventano così contesti in cui l’offerta di snack e fast food è dominante, mentre frutta e verdura restano meno disponibili o meno attrattive.

Le conseguenze sulla salute presente e futura

L’obesità infantile è una condizione clinica complessa che aumenta il rischio di sviluppare precocemente insulino-resistenza, diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. Ma l’impatto non è solo fisico: i bambini con obesità possono sperimentare stigmatizzazione, isolamento sociale e difficoltà psicologiche, con ricadute sul rendimento scolastico e sul benessere generale. Senza interventi mirati, il rischio è la cronicizzazione del problema in età adulta, con un aumento del carico sanitario nei prossimi decenni.

Sei strategie per educare a una sana alimentazione

In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, UNICEF Italia rilancia alcune indicazioni pratiche rivolte alle famiglie. Coinvolgere i bambini nella spesa e nella preparazione dei pasti aiuta a costruire consapevolezza e autonomia. È fondamentale promuovere una relazione equilibrata con il cibo, evitando di usarlo come premio o punizione e insegnando a riconoscere i segnali reali di fame e sazietà. Superare l’abitudine del “pulisci il piatto” significa rispettare i bisogni individuali, mentre il controllo delle porzioni è uno strumento chiave per prevenire l’eccesso calorico. Una colazione equilibrata, ricca di fibre e nutrienti, contribuisce a stabilizzare l’energia durante la giornata. Infine, l’attività fisica resta imprescindibile: almeno 60 minuti al giorno di movimento, limitando il tempo davanti agli schermi, rappresentano una base fondamentale per la salute.

La sfida delle politiche pubbliche

Contrastare l’obesità infantile non può essere una responsabilità esclusiva delle famiglie. Servono politiche che rendano accessibili e convenienti gli alimenti nutrienti, regolamentino la pubblicità rivolta ai minori e rafforzino l’educazione alimentare nelle scuole. La trasformazione dei sistemi alimentari è oggi una priorità di salute pubblica e di equità sociale. Garantire a ogni bambino il diritto a crescere in salute significa intervenire sull’ambiente in cui vive, studia e si alimenta, prima ancora che sulle sue scelte individuali.

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