Uno studio PNAS mostra che i pedoni tendono a seguire lo sconosciuto davanti a loro, generando sequenze di scelte allineate chiamate “valanghe decisionali”
Ogni giorno, milioni di persone si muovono per le strade tra negozi, stazioni e servizi pubblici affollati, cercando di raggiungere la propria destinazione. In questi contesti, anche piccole decisioni di percorso possono avere grandi effetti, trasformandosi in congestionamenti o potenziali rischi per la sicurezza. Fino a oggi, gli studi si erano concentrati su vincoli spaziali, affollamento e comportamenti di gruppi sociali come amici o famiglie, trascurando però un aspetto fondamentale: come le scelte dei singoli siano influenzate dagli sconosciuti intorno a loro. Ora, uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) ha dimostrato che i pedoni tendono a seguire la persona immediatamente davanti a loro, anche in assenza di legami sociali e anche se la scelta allunga il tempo di percorrenza. Lo studio è stato condotto da Alessandro Gabbana (Università di Ferrara) insieme a Ziqi Wang e Federico Toschi (Eindhoven University of Technology), analizzando circa 100mila traiettorie individuali raccolte tra il 2021 e il 2024 nella stazione centrale di Eindhoven tramite un sistema di tracciamento anonimo ad alta risoluzione.
Le “valanghe decisionali”
Grazie a misure millimetriche e analisi statistiche su larga scala, gli autori hanno osservato che la probabilità di scegliere un percorso aumenta se la persona davanti ha fatto la stessa scelta. Questo effetto persiste anche escludendo coppie riconducibili a gruppi sociali. I ricercatori interpretano il fenomeno come una scorciatoia cognitiva: in condizioni di incertezza e sovraffollamento, la scelta della persona immediatamente davanti diventa un’informazione facilmente accessibile, anche se non ottimale. La dinamica genera sequenze di decisioni allineate tra pedoni, le cosiddette “valanghe decisionali”, che possono influenzare i flussi complessivi e ridurre temporaneamente l’efficienza del sistema.
Modelli matematici e predizione dei flussi
Inserendo nel modello matematico un termine che rappresenta l’imitazione locale, gli autori sono riusciti a riprodurre con precisione i dati osservati. Questo dimostra che l’interazione tra sconosciuti è il fattore dominante nelle scelte di percorso in molte condizioni reali, offrendo un nuovo punto di vista sulla dinamica collettiva dei flussi pedonali. I risultati dello studio hanno ricadute immediate per progettisti urbani e operatori della mobilità: dalla pianificazione di stazioni e hub di trasporto alla gestione degli esodi durante grandi eventi, fino all’ideazione di segnaletica e sistemi informativi in tempo reale. Interventi locali, come indicazioni visive temporanee o nudging controllato, possono propagarsi rapidamente e influenzare l’intero flusso pedonale, trasformando un potenziale rischio in un’opportunità di gestione sicura dei movimenti collettivi.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato