Un monitoraggio durato due anni mostra come le piogge peggiorino la qualità dell’acqua nei canali urbani. I risultati indicano la necessità di una gestione integrata che tenga insieme sicurezza, ambiente e valorizzazione del patrimonio storico
Nelle città attraversate da corsi d’acqua, l’equilibrio tra ambiente, sicurezza idraulica e vita quotidiana è fragile. Lo dimostra uno studio condotto a Padova e coordinato dall’Università di Padova, pubblicato sul Journal of Environmental Management, che evidenzia come la qualità delle acque urbane peggiori durante gli eventi piovosi. La ricerca nasce da un programma di monitoraggio integrato durato due anni, che ha analizzato indicatori fisici, chimici, microbiologici e biologici lungo la rete storica dei canali cittadini. I risultati mostrano che, man mano che l’acqua attraversa il contesto urbano, aumenta l’impatto delle pressioni ambientali legate alle attività umane.
Il ruolo degli scarichi e delle superfici urbane impermeabili
Secondo i ricercatori, uno dei fattori principali del peggioramento della qualità dell’acqua è rappresentato dalle acque di dilavamento che scorrono su strade e superfici impermeabili durante le piogge. A questo si aggiunge il funzionamento degli sfioratori delle fognature miste, che rilasciano nei canali parte dei reflui quando il sistema è sotto pressione. Durante diversi eventi meteorologici, le concentrazioni di alcuni inquinanti e batteri indicatori sono aumentate in modo significativo, accompagnate da una riduzione dell’ossigeno disciolto, elemento essenziale per la vita degli organismi acquatici. Il monitoraggio dei macroinvertebrati ha confermato un peggioramento dello stato ecologico nelle aree a valle degli scarichi.
Difesa dalle piene e qualità dell’acqua: un equilibrio complesso
Lo studio evidenzia anche un altro aspetto cruciale: le manovre idrauliche utilizzate per proteggere la città dal rischio di allagamenti possono influenzare la qualità ecologica dei canali. Le deviazioni dei flussi e la regolazione delle paratoie, infatti, in alcune condizioni riducono l’ossigenazione dell’acqua e amplificano gli effetti degli scarichi urbani. Il lavoro scientifico sottolinea come questa dinamica sia particolarmente evidente nelle città storiche, dove la gestione dei corsi d’acqua deve conciliare sicurezza idraulica, tutela del paesaggio e valorizzazione del patrimonio culturale.
Verso una gestione integrata dei sistemi urbani d’acqua
Per Alberto Barausse, autore corrispondente dello studio, la collaborazione tra istituzioni e attori locali rappresenta un punto di partenza fondamentale per sviluppare strategie più efficaci. In quest’ottica, il “Piano delle acque” locale potrebbe diventare uno strumento operativo per integrare interventi ambientali e infrastrutturali. Alla ricerca ha partecipato anche Luca Vezzaro della Technical University of Denmark, contribuendo a un confronto con esperienze internazionali di gestione multifunzionale delle acque urbane. I risultati dello studio mostrano, dunque, la necessità di considerare la qualità dell’acqua parte integrante della pianificazione urbana, perché da essa dipendono biodiversità, salute degli ecosistemi e fruizione sociale degli spazi.
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