L’Europa rafforza la rete di sorveglianza sulle malattie infettive. L’Ecdc propone quattro nuovi laboratori di riferimento per migliorare diagnosi e monitoraggio
Le infezioni emergenti e la crescente resistenza agli antibiotici stanno ridefinendo le priorità della sanità pubblica europea. Per rispondere a queste sfide, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie raccomanda l’istituzione di quattro nuovi laboratori di riferimento dedicati ad alcune delle principali patologie infettive che continuano a rappresentare un rischio significativo per la popolazione. L’obiettivo è rafforzare la capacità diagnostica dei Paesi membri, migliorare la comparabilità dei dati epidemiologici e garantire un supporto scientifico più coordinato a livello europeo.
Le priorità: infezioni ospedaliere e resistenze antibiotiche
Secondo l’Ecdc, tra le aree più urgenti rientrano le infezioni da Clostridioides difficile, tra le più diffuse in ambito sanitario, la gonorrea resistente ai farmaci, la tubercolosi – in particolare nelle forme farmacoresistenti – e le malattie batteriche invasive, come la meningite, che richiedono diagnosi rapide e accurate per ridurre complicanze e mortalità. La diffusione globale dei patogeni e l’aumento delle resistenze antimicrobiche rendono infatti sempre più necessario un sistema di laboratori altamente specializzati, in grado di supportare sia la sorveglianza sia la risposta clinica.
Una rete europea in continua evoluzione
I laboratori di riferimento dell’Unione Europea sono strutture altamente specializzate dedicate alle minacce sanitarie transfrontaliere. Attualmente ne sono stati designati dieci: i primi sei sono diventati operativi nel gennaio 2025, altri tre nel gennaio 2026 e il decimo entrerà in funzione nel gennaio 2027. I quattro nuovi centri proposti dovrebbero diventare operativi nel 2028, contribuendo a consolidare la rete europea di sorveglianza.
Le sfide future della sorveglianza microbiologica
L’Ecdc evidenzia inoltre la necessità, nei prossimi anni, di ampliare ulteriormente il sistema con laboratori dedicati ai patogeni fungini, alle biotossine, ai vettori di artropodi – come zecche e zanzare – e alle malattie da prioni. Uno scenario che conferma come la prevenzione delle infezioni passi sempre più attraverso diagnosi avanzate, coordinamento internazionale e condivisione dei dati, strumenti essenziali per intercettare precocemente nuove minacce per la salute pubblica.
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