In Italia il tabagismo provoca circa 93mila morti ogni anno e riduce l’aspettativa di vita fino a un decennio. Le società scientifiche lanciano una proposta di legge popolare per aumentare il prezzo dei prodotti da fumo e rafforzare le strategie di prevenzione
Ogni sigaretta fumata sottrae minuti alla vita, ma soprattutto aumenta progressivamente il rischio di malattie croniche e tumori. È da questa consapevolezza che nasce una nuova mobilitazione del mondo scientifico italiano per contrastare il tabagismo, ancora oggi tra le principali cause evitabili di morte. Secondo le stime più recenti, in Italia il fumo è responsabile di circa 93mila decessi l’anno e può ridurre l’aspettativa di vita fino a dieci anni nei fumatori abituali. Numeri che continuano a preoccupare gli specialisti e che hanno spinto diverse realtà scientifiche e di ricerca a promuovere un’iniziativa legislativa per intervenire su uno dei fattori considerati più efficaci nella riduzione dei consumi: il prezzo.
La proposta di legge per aumentare il costo dei prodotti da fumo
La campagna “5 euro contro il fumo”, sostenuta da Associazione Italiana di Oncologia Medica, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e Fondazione Umberto Veronesi, punta a raccogliere 50mila firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede un aumento di cinque euro su tutti i prodotti contenenti nicotina. A un mese dal lancio, le sottoscrizioni hanno già raggiunto metà dell’obiettivo. I cittadini possono aderire attraverso la piattaforma digitale del Ministero della Giustizia utilizzando gli strumenti di identità elettronica. L’iniziativa ha ottenuto il sostegno di numerose società scientifiche, associazioni e istituzioni sanitarie, oltre all’adesione di importanti centri clinici italiani, tra cui Humanitas, Istituto Nazionale Tumori di Milano, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale e Istituto Oncologico Veneto.
II fumo resta diffuso soprattutto tra i giovani
Nonostante le politiche di controllo introdotte negli ultimi anni, il tabagismo rimane molto diffuso. In Italia quasi un adulto su quattro fuma e la quota di adolescenti che inizia precocemente continua a rappresentare un elemento di criticità: circa il 10% dei ragazzi sotto i 19 anni è già un consumatore abituale. Secondo gli esperti, proprio il prezzo relativamente basso delle sigarette rispetto ad altri Paesi europei favorisce l’accesso ai prodotti da fumo, soprattutto tra i più giovani, aumentando il rischio che l’abitudine si consolidi nel tempo.
L’aumento dei prezzi come strategia di prevenzione
L’incremento del costo dei prodotti a base di nicotina è considerato uno degli strumenti più efficaci per ridurre il consumo. Le stime indicano che un aumento di cinque euro potrebbe determinare nel medio periodo una riduzione complessiva del tabagismo fino al 37%, con un conseguente calo delle patologie correlate. L’impatto non sarebbe soltanto sanitario. Le malattie legate al fumo generano infatti circa 26 miliardi di euro di costi diretti e indiretti ogni anno. Le maggiori entrate fiscali derivanti dall’aumento dei prezzi potrebbero contribuire a rafforzare il Servizio sanitario nazionale, sostenendo programmi di prevenzione e assistenza.
Non solo tumori: tutti i rischi del tabacco
Il consumo di tabacco è la principale causa di cancro prevenibile e non riguarda esclusivamente il tumore del polmone. L’esposizione prolungata al fumo è associata anche a neoplasie del cavo orale, dell’esofago, del pancreas, del colon e della vescica, oltre che a numerose patologie respiratorie croniche e malattie cardiovascolari. Per questo, sottolineano gli specialisti, la prevenzione resta la strategia più efficace: ridurre il numero di fumatori significa diminuire in modo concreto il carico di malattia e mortalità nei prossimi anni.
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