Salute 23 Febbraio 2026 14:29

Tra filtri e corpi ideali, i social possono aumentare l’interesse per gli steroidi

Uno studio internazionale evidenzia il legame tra esposizione ai contenuti social orientati alla muscolosità e maggiore intenzione di utilizzare steroidi anabolizzanti tra adolescenti e giovani uomini. Non conta solo il tempo online, ma soprattutto ciò che si guarda

di Isabella Faggiano
Tra filtri e corpi ideali, i social possono aumentare l’interesse per gli steroidi

L’esposizione quotidiana a immagini di corpi perfetti, allenamenti estremi e promesse di trasformazioni rapide sta modificando il modo in cui molti adolescenti e giovani uomini percepiscono il proprio corpo. Non è soltanto una questione estetica, ma un fenomeno che può influenzare comportamenti e scelte di salute. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Body Image, l’uso dei social media associato alla ricerca di modelli di muscolosità ideale potrebbe aumentare l’intenzione di ricorrere agli steroidi anabolizzanti, anche tra chi non ne ha mai fatto uso. La ricerca, guidata da Kyle T. Ganson della University of Toronto, evidenzia come il contesto digitale non sia neutrale: i contenuti visualizzati e il confronto sociale continuo possono incidere sulla percezione corporea e orientare atteggiamenti verso pratiche potenzialmente rischiose.

Non conta solo il tempo online

Lo studio ha analizzato i dati di oltre 1.500 ragazzi e giovani uomini provenienti da Canada e Stati Uniti, esaminando il rapporto tra tempo trascorso davanti agli schermi, modalità di utilizzo dei social e intenzione di utilizzare steroidi anabolizzanti-androgeni. I partecipanti hanno riferito un uso medio dei social di circa due ore al giorno, un tempo simile a quello dedicato alla navigazione web o alla visione di video. Tuttavia, i risultati mostrano che non è la quantità di tempo online a fare la differenza, quanto piuttosto il tipo di contenuti visualizzati. In particolare, l’esposizione frequente a immagini di corpi maschili molto muscolosi, a contenuti pubblicitari su integratori per l’aumento della massa muscolare e a messaggi che promuovono farmaci per migliorare le performance fisiche è risultata associata a una maggiore intenzione di ricorrere agli steroidi.

Il ruolo del confronto sociale

Un elemento centrale emerso dall’analisi riguarda il confronto costante con gli altri utenti. I giovani che dichiaravano di confrontare spesso il proprio corpo con quello mostrato sui social presentavano livelli più elevati di interesse verso l’uso di sostanze per aumentare la massa muscolare. Anche i segnali di dipendenza dai social media risultavano associati a una maggiore propensione verso gli steroidi, suggerendo che la pressione estetica online possa diventare progressivamente più intensa con l’aumentare del coinvolgimento digitale. Secondo i ricercatori, il marketing legato alla cultura del fitness online contribuisce a normalizzare l’uso di integratori e farmaci, rendendo meno percepiti i potenziali rischi per la salute.

Rischi per la salute fisica e mentale

Gli steroidi anabolizzanti-androgeni sono associati a possibili effetti collaterali rilevanti, tra cui complicanze cardiovascolari, alterazioni ormonali, sbalzi dell’umore e rischio di dipendenza. Sebbene lo studio si sia concentrato sulle intenzioni e non sull’uso effettivo, i risultati indicano che gli ambienti digitali possono influenzare atteggiamenti e comportamenti già nelle fasi iniziali. Gli autori sottolineano la necessità di guardare oltre il semplice tempo trascorso online, ponendo maggiore attenzione ai contenuti e alle dinamiche di coinvolgimento.

Prevenzione e alfabetizzazione digitale

La ricerca rafforza l’importanza di programmi di prevenzione che includano l’educazione all’immagine corporea e l’alfabetizzazione mediatica, strumenti fondamentali per aiutare adolescenti e giovani adulti a sviluppare uno sguardo critico sui modelli estetici proposti dalle piattaforme digitali. Comprendere come i social influenzino la costruzione dell’identità corporea rappresenta oggi una sfida centrale per la salute pubblica, soprattutto in una fase della vita in cui il confronto sociale e il bisogno di appartenenza risultano particolarmente forti.

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