Salute 2 Febbraio 2026 09:31

Giornata mondiale della lettura ad alta voce: quando la voce diventa cura, già dal grembo

Il World Read Aloud è un appuntamento che non riguarda solo scuola e famiglia, ma anche la salute: leggere ad alta voce in gravidanza e nei primi anni di vita rafforza il legame genitore-bambino, sostiene lo sviluppo emotivo e cognitivo e diventa un gesto di prevenzione

di Redazione
Giornata mondiale della lettura ad alta voce: quando la voce diventa cura, già dal grembo

C’è un gesto semplice, quotidiano, capace di attraversare le generazioni e di farsi ponte tra emozioni e crescita: leggere ad alta voce. Il primo mercoledì di febbraio, quest’anno il 4 febbraio 2026, il mondo celebra il World Read Aloud Day, la Giornata Mondiale della Lettura ad Alta Voce. Un’occasione per ricordare che la lettura condivisa non è soltanto un’abitudine educativa, ma può diventare anche un atto di cura, soprattutto nei primi mille giorni di vita. A sottolinearlo è Cristina Panizza, consigliera della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO), che richiama l’importanza di questa pratica anche in ambito sanitario. “La Giornata Mondiale della Lettura ad Alta Voce si celebra ogni anno il primo mercoledì di febbraio e ha come obiettivo principale quello di promuovere l’importanza della lettura ad alta voce, soprattutto come attività familiare”, spiega. Ma non solo: “È fondamentale anche in ambito sanitario, perché aiuta a migliorare le capacità cognitive ed emotive dei bambini, già dal grembo materno”.

La lettura come prevenzione e salute pubblica

Leggere insieme crea uno spazio di relazione che va oltre le parole. Secondo Panizza, la lettura condivisa è un gesto che costruisce legami e benessere: “La lettura ad alta voce crea legami speciali e stimola l’amore per la lettura, migliorando le abilità linguistiche e l’espressione orale”. E in questa dimensione si inserisce anche un valore più ampio, di prevenzione e promozione della salute. “Diventa un gesto sanitario e di prevenzione anche per combattere l’analfabetismo e favorire migliori legami emotivi e cognitivi sia nei genitori che nei bambini”. L’alfabetizzazione precoce, infatti, non riguarda solo l’apprendimento scolastico, ma può influire sul modo in cui una persona si orienterà nella vita, anche rispetto alle informazioni di salute. Come sottolinea Panizza, “i bambini che imparano a leggere tendono a essere più informati e sani, anche grazie a una migliore conoscenza delle norme igienico-sanitarie”.

Genitorialità responsiva: crescere attraverso la voce

La lettura ad alta voce si inserisce pienamente nel contesto della genitorialità responsiva, un approccio che riconosce quanto l’ambiente familiare sia determinante per lo sviluppo del bambino. “Il contesto domestico e l’ambiente familiare ricoprono una considerevole importanza nella promozione dei processi di sviluppo del bambino dal punto di vista cognitivo, linguistico ed emotivo”, spiega Panizza. Non si tratta solo di parole, ma di relazione: “Si coltivano competenze relazionali, consapevolezza e gestione delle emozioni”. In questo percorso, anche l’ostetrica ha un ruolo chiave: “A noi ostetriche spetta motivare i genitori e la famiglia per rendere tale attività una pratica abitudinaria nel contesto domestico”. Una parola chiave, aggiunge, è autoefficacia: la fiducia dell’adulto nel proprio ruolo diventa “il tassello principale di crescita del bambino”.

La voce come strumento di cura

In ostetricia, la relazione è parte integrante dell’assistenza. E la voce è uno degli strumenti più potenti. “La voce e la comunicazione sono cura”, afferma Panizza. “Tramite la voce l’ostetrica crea la relazione di cura con la donna e la famiglia: comunica presenza, affetto, calma ed empatia”. Soprattutto nel puerperio, quando tutto è nuovo e fragile, la voce può diventare un sostegno fondamentale: “Può trasmettere informazioni e rassicurazioni cruciali nei primi approcci di relazione tra madre, bambino e partner”. La voce, dunque, non è solo comunicazione verbale: “Non bisogna dimenticare anche la comunicazione non verbale e paraverbale, che costituiscono il contatto e il sostegno che un’operatrice dedicata alla famiglia deve sapere offrire”.

La lettura comincia prima della nascita

Quando inizia davvero la lettura per un bambino? La risposta sorprende solo chi pensa che tutto inizi dopo il parto. “La lettura inizia già in grembo – dice Panizza -. L’ascolto e la comunicazione con il bambino nella pancia sono momenti di contatto importanti che creano attività responsive, dove anche il partner è veicolo di salute e benessere”. Le evidenze scientifiche confermano che il feto riconosce suoni e voci già durante la gravidanza. Panizza cita studi che mostrano come i bambini siano in grado di distinguere la voce materna con reazioni misurabili, come variazioni della frequenza cardiaca. E aggiunge un dato affascinante: “Il grembo non è un ambiente insonorizzato. Entro il terzo trimestre il bambino sente ciò che accade all’esterno, con un volume di circa 10 decibel in meno rispetto alla mamma”.

Nati per Leggere e il ruolo delle ostetriche

In Italia esiste un programma di riferimento: Nati per Leggere (NpL), avviato nel 1999 per promuovere la lettura ad alta voce in età prescolare. “È l’unico programma riconosciuto a livello nazionale”, ricorda Panizza, inserito dal Ministero della Salute nella campagna “Genitori più: prendiamoci cura della loro vita”. Un progetto che coinvolge pediatri, biblioteche, scuole e operatori del materno-infantile, comprese le ostetriche, chiamate a diffondere questa buona pratica tra le famiglie, dal consultorio al territorio, fino alle visite domiciliari. “Leggere, parlare e cantare insieme rende felici: è nutrimento che arriva al cuore e alla mente”, conclude Panizza.

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