Nutri e Previeni 15 Ottobre 2025 09:04

Giornata dell’alimentazione tra sprechi e malnutrizione, SINU: “Produrre di più, ma in modo sostenibile”

Il tema scelto per il 2025 – “Mano nella mano per un’alimentazione e un futuro migliori” – invita governi, cittadini e istituzioni a unire le forze per garantire salute e benessere attraverso il cibo
di I.F.
Giornata dell’alimentazione tra sprechi e malnutrizione, SINU: “Produrre di più, ma in modo sostenibile”

Ogni anno, il 16 ottobre, si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione, un momento simbolico che richiama l’attenzione sul diritto universale a un’alimentazione adeguata e sostenibile. Il tema scelto per il 2025 – “Mano nella mano per un’alimentazione e un futuro migliori” – invita governi, cittadini e istituzioni a unire le forze per garantire salute e benessere attraverso il cibo. “Dobbiamo unire competenze scientifiche, responsabilità sociale e impegno educativo per garantire un futuro basato su scelte alimentari più consapevoli, sostenibili e salutari – sottolinea la prof.ssa Anna Tagliabue, presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) -. Significa camminare insieme – istituzioni, scuole, professionisti della salute e del settore agroalimentare – per costruire un modello nutrizionale che rispetti l’ambiente e valorizzi la nostra cultura alimentare”.

La doppia sfida produrre di più, ma in modo sostenibile

I sistemi agroalimentari, osserva la SINU, si trovano oggi di fronte a sfide globali senza precedenti: guerre, crisi climatiche, perdita di biodiversità e disuguaglianze economiche minacciano la sicurezza alimentare del pianeta. Secondo il rapporto OCSE-FAO “Prospettive agricole 2025-2034”, la produzione agricola e ittica crescerà del 14% nel prossimo decennio, spinta dall’aumento del consumo di alimenti di origine animale nei Paesi a reddito medio. Ma questa crescita ha un prezzo. Il sistema agroalimentare genera oltre un terzo delle emissioni globali di gas serra, con il 57% attribuibile agli alimenti di origine animale, e incide pesantemente su suolo, acqua e risorse naturali. A ciò si aggiunge l’enorme spreco di cibo: 1,3 miliardi di tonnellate l’anno finiscono nella spazzatura, secondo il Food Waste Index Report 2024, che stima 1052 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari nel 2022, pari a 132 kg pro capite all’anno. In Italia, i dati Waste Watcher 2025 parlano di 88 grammi di cibo sprecato al giorno per persona. “Con la revisione dei LARN e la nuova Piramide Alimentare, abbiamo gettato le basi per un cambiamento reale – aggiunge Tagliabue –. Sono strumenti che orientano le scelte verso modelli moderni, sostenibili e plant-based, fondati sulle evidenze scientifiche e sul rispetto per il pianeta”.

L’altra faccia della crisi: obesità e malnutrizione

Nel mondo, la malnutrizione assume oggi volti diversi ma ugualmente drammatici. Un recente rapporto UNICEF rivela che l’obesità infantile ha superato il sottopeso come forma più diffusa di malnutrizione: riguarda un bambino su 10, ovvero 188 milioni di minori. Solo l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale fanno eccezione. “Milioni di bambini crescono in ambienti dove snack, bevande zuccherate e fast food sono onnipresenti e pubblicizzati in modo aggressivo – spiega la prof.ssa Francesca Scazzina, consigliera SINU -. Questi contesti alimentari malsani favoriscono diete povere di nutrienti e contribuiscono all’aumento del sovrappeso e dell’obesità, anche nei Paesi che ancora combattono la denutrizione”. L’obesità, aggiunge, non è solo un problema sanitario, ma sociale ed economico: aumenta i costi sanitari, riduce la produttività e genera disuguaglianze.

I dati italiani: troppi bambini in sovrappeso, poca frutta e troppi schermi

L’indagine nazionale OKkio alla Salute 2023 fotografa un’Italia in difficoltà: 19% dei bambini è in sovrappeso e 10% obeso. L’11% salta la colazione, il 37% la fa in modo inadeguato e il 67% consuma merende troppo abbondanti. Un bambino su cinque non ha svolto attività fisica il giorno prima dell’indagine e il 45% trascorre più di due ore al giorno davanti agli schermi. Un quadro che conferma quanto la promozione di stili di vita sani debba partire da scuola e famiglia, con programmi di educazione alimentare continuativi e coinvolgenti.

Fame e insicurezza alimentare: la faccia opposta della bilancia

Accanto al problema dell’obesità, la fame nel mondo resta una ferita aperta. Oggi 733 milioni di persone – il 9,2% della popolazione globale – sono denutrite, e l’obiettivo ONU di porre fine alla fame (SDG2) è sempre più lontano. In Italia, l’indice FIES (Food Insecurity Experience Scale) registra una condizione moderata o severa nel 13,95% della popolazione.

SINU: “Costruire un futuro in cui salute e sostenibilità camminino insieme”

“Cambiamenti climatici, disuguaglianze sociali, degrado ambientale: sono tutte sfide interconnesse che richiedono politiche globali e coordinate”, conclude la presidente Tagliabue. “Attraverso ricerca scientifica, educazione nutrizionale e politiche alimentari responsabili, la SINU è impegnata per costruire un futuro in cui la sostenibilità e la salute vadano di pari passo, garantendo a tutti un’alimentazione più consapevole, equa e rispettosa dell’ambiente”.

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