Nutri e Previeni 9 Maggio 2025 11:26

Tumori: nutrizione “Cenerentola”, solo metà dei centri ha percorsi dedicati

Nel 49% dei centri oncologici non è previsto un percorso nutrizionale strutturato per tutti i pazienti. A fare luce su questa grave criticità è un'indagine condotta dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri
Tumori: nutrizione “Cenerentola”, solo metà dei centri ha percorsi dedicati

Una corretta alimentazione è riconosciuta come un pilastro fondamentale non solo nella prevenzione oncologica primaria e secondaria, ma anche durante il percorso di cura. Un adeguato supporto nutrizionale migliora la tolleranza ai trattamenti, sostiene il sistema immunitario, preserva la qualità di vita e contribuisce a migliori esiti clinici. Tuttavia, l’integrazione sistematica della nutrizione nei percorsi oncologici non è ancora una realtà consolidata, tanto che nel 49% dei centri oncologici non è previsto un percorso nutrizionale strutturato per tutti i pazienti. In Italia, dunque, la nutrizione si rivela ancora una ‘Cenerentola’ dell’oncologia, almeno secondo la survey “Percorsi di screening nutrizionali in oncologia”, promossa dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) , presentata al XXIX congresso nazionale in corso a Firenze, ha coinvolto 100 strutture distribuite su tutto il territorio nazionale.

Il 33% dei centri non effettua una valutazione nutrizionale di routine alla diagnosi

Secondo l’indagine, lo screening nutrizionale, dove presente, è registrato nella cartella clinica informatizzata nel 65% dei centri, ma il restante 35% non lo documenta in modo sistematico. Non stupisce quindi che nel 33% dei centri oncologici la valutazione nutrizionale non viene effettuata di routine alla diagnosi, cioè in contemporanea o subito dopo la prima visita. Inoltre, il 30% dei centri non impiega strumenti validati di screening nutrizionale, come raccomandato dalle linee guida ESPEN e AIOM. “La survey, realizzata su proposta del nostro Comitato Scientifico – afferma Luisa Fioretto, presidente CIPOMO e direttore Dipartimento Oncologico AUSL Toscana Centro – rappresenta la necessità di effettuare un passo decisivo verso l’implementazione sistematica di un approccio nutrizionale al paziente oncologico, basato su evidenze scientifiche”.

Oltre 50% dei pazienti presenza alterazioni dello stato nutrizionale

“Il nostro obiettivo – sottolinea Fioretto – è garantire a ciascun paziente un supporto nutrizionale adeguato fin dalla diagnosi, sensibilizzando tutti gli attori coinvolti sull’importanza della nutrizione. Ambulatori e percorsi dedicati sono tra gli aspetti chiave affrontati in questi anni dal CIPOMO, che ha avviato un processo di riorganizzazione dei reparti di oncologia ospedaliera in Italia. Dobbiamo considerare che oggi, in ambito oncologico, oltre il 50% dei pazienti presenta alterazioni dello stato nutrizionale, con il 9% chiaramente malnutrito e il 42% a rischio di malnutrizione al momento della prima visita”.

Il 41% delle strutture non indaga sulle abitudini alimentari

Da qui anche il dato che nel 41% delle strutture ai pazienti non vengono richieste neanche le proprie abitudini alimentari. “La valutazione nutrizionale precoce alla diagnosi non è ancora integrata sistematicamente nei percorsi oncologici italiani”, sottolinea Federica Grosso, responsabile scientifica della survey e oncologa all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Alessandria. “Un segnale positivo arriva invece dall’88% dei centri coinvolti, che effettua valutazioni nutrizionali anche in momenti successivi del percorso terapeutico, come durante i trattamenti attivi, alla fine delle cure o nel follow-up”, aggiunge.

Consenso unanime sull’importanza della nutrizione in oncologia

Positivi anche i dati sulle figure dedicate al supporto nutrizionale, quando previsto: l’86% dei centri ne dispone, con la presenza di nutrizionisti e dietisti nel 51% dei casi, seguiti da medici dietologi (27%), oncologi e infermieri dedicati (11% ciascuno). Inoltre, il 97% degli oncologi ritiene fondamentale la presa in carico dietologica, e il 98% è d’accordo sulla necessità di fornire ai pazienti informazioni nutrizionali, a testimonianza della crescente consapevolezza su questo tema. “Nonostante le criticità, il consenso sull’importanza della nutrizione in oncologia – dice Grosso – è quasi unanime: il 97% dei partecipanti alla survey ritiene necessario un percorso nazionale sulla nutrizione, il 98% auspica una maggiore integrazione nei percorsi oncologici e un ulteriore 97% richiede più formazione per gli oncologi. In sostanza, come oncologi, vogliamo dare al paziente oncologico non solo terapie efficaci, ma anche un supporto nutrizionale qualificato e personalizzato sin dall’inizio del percorso di cura”.

Verso un processo di riconfigurazione organizzativa

“La gestione nutrizionale precoce e continuativa – conclude la presidente Fioretto – deve diventare una parte integrante e sistematica del percorso oncologico, in linea con la Carta dei diritti del paziente oncologico, le Linee Guida AIOM e le Linee di indirizzo del Ministero della Salute. Ambulatori e percorsi nutrizionali dedicati rappresentano uno degli aspetti nodali affrontati nell’ambito del laboratorio CIPOMO, che ha avviato un processo di riconfigurazione organizzativa dei reparti di oncologia ospedaliera nel Paese”.

 

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