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Nutrizione 23 Luglio 2024

La ‘dieta’ del gelato: quale scegliere, quando e quanto mangiarne? Le risposte dello specialista

L’esperto: “Scegliere il formato e la tipologia adatti alla situazione di consumo: meglio optare per un formato meno calorico – da 100/150 kcal – per lo snack di metà mattina o metà pomeriggio, mentre quando è consumato in sostituzione del pasto, è preferibile sceglierne uno che apporti circa 350-400 kcal”

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“Il gelato è un alimento ideale sia in inverno che in estate, perché realizzato con latte, uova, zucchero, con aggiunta di caffè, cacao, frutta, o altri ingredienti che, in genere, hanno tutti un buon valore nutrizionale”. Parola del professore Giampietro Michelangelo, specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’alimentazione che, in un’intervista a Sanità Informazione, spiega quando gustare un buon gelato, di che tipologia  e in che dosi.

Quando e quanto mangiarne?

“È importante scegliere il formato e la tipologia adatti alla situazione di consumo: meglio optare per un formato meno calorico – da 100/150 kcal – per lo snack di metà mattina o metà pomeriggio, mentre quando è consumato in sostituzione del pasto, è preferibile sceglierne uno che apporti circa 350-400 kcal, accostandolo a una porzione di macedonia di frutta o di verdura. Il pomeriggio e il dopo cena rimangono, in estate come d’inverno, i momenti migliori per mangiare un gelato”, consiglia il professore Michelangelo.

Di che tipo? Meglio alla crema o frutta?

“Dipende molto dai gusti personali – risponde l’esperto -. Mangiando, ad esempio, un gelato alle creme, si introducono proteine ad alto valore biologico, glucidi a rapido assorbimento e a pronta disponibilità energetica, come lattosio e saccarosio. Ma apporta anche vitamine, A e B2, e sali minerali, come calcio e fosforo presenti nel latte e tanto importanti per le ossa. Se poi aggiungiamo un paio di cialde o un biscotto, ottenute dai cereali, la composizione nutrizionale del pasto si arricchisce di carboidrati complessi, come l’amido. Con questi ottimi elementi nutrizionali, il gelato è entrato a buon diritto anche nelle prescrizioni delle dieta ipocalorica. Se si sceglie il gelato confezionato si ha un ulteriore vantaggio: grazie all’etichetta tutti possono decidere la quantità da consumare sulla base delle proprie esigenze. Conoscendo il valore energetico è più semplice regolare il fabbisogno giornaliero. I gelati alla frutta hanno un indice glicemico e una quantità di carboidrati superiore rispetto a quello alle creme. L’apporto energetico in questo caso è più basso perché ci sono meno grassi e proteine. A far la differenza è proprio la frutta che apporta fruttosio, fibre e micronutrienti come il potassio, gli antiossidanti e le vitamine A, C ed E. Anche ai gelati alla frutta possiamo abbiniamo una cialda o un biscotto in modo da avere anche una fonte di carboidrati complessi”.

Chi può ‘trasgredire’ di più: gli adulti o i bambini?

“Il gelato è un alimento buono e sano. Ha tutti i nutrienti fondamentali: acqua, zuccheri, proteine, grassi, vitamine e sali minerali, a fronte di un contenuto apporto di calorie e di grassi. Per non parlare di quanto sia gratificante per il palato – assicura il professore Michelangelo -. Sono presenti zuccheri semplici, soprattutto lattosio e saccarosio, a rapido assorbimento, una fonte immediata di energia, caratteristica particolarmente importante nel recupero dopo l’attività fisica e lo sport. È un alimento adatto sia nelle fasce di età più basse che negli anziani, è uno snack rinfrescante e reidratante perfetto per gli anziani che, in particolare d’estate, sono più inappetenti e tendono a bere di meno, inoltre per il gelato non ci sono particolari controindicazioni e può essere mangiato anche dai diabetici e dagli ipertesi. Per i bambini rappresenta uno degli alimenti preferiti sin dai primi anni di vita. Il consumo adeguato, in un regime alimentare bilanciato, può farne un alimento invitante e nutriente. Il gusto dolce, la sua freschezza, la cremosità lo rendono particolarmente gradito anche dai bambini piccoli”, continua lo specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’alimentazione

Panna o ingredienti vegetali sostitutivi? Benefici e differenze

“La scelta tra latte e panna o ingredienti vegetali sostitutivi dipende dalle esigenze nutrizionali e/o dalle preferenze dietetiche individuali. Il latte costituito per circa l’88% da acqua, apporta proteine, grassi, zuccheri, calcio, vitamina D, vitamina B12 e riboflavina (vitamina B2) ed è sicuramente una buona fonte di nutrienti essenziali per la crescita e la salute delle ossa. La panna ha un contenuto sicuramente maggiore di grassi, e vitamine liposolubili come A, D, E e K. Gli ingredienti sostitutivi di origine vegetale (ad esempio bevande a base di soia, il latte di mandorla, ecc…) invece, hanno composizioni differenti e in generale sono una possibile scelta per chi è realmente intollerante al lattosio; o allergico alle proteine del latte, oppure non gradisce consumare alimenti di origine animale”, dice l’esperto.

Attenzione alle patologie: chi non può mangiare il gelato?

“Il gelato è un alimento amato da molti e il gelato confezionato, grazie alle chiare indicazioni degli ingredienti sul prodotto, facilita il consumo per chi soffre di intolleranze o eventuali patologie, permettendo di scegliere varianti adatte alle proprie esigenze senza rinunciare al piacere di un dolce rinfrescante. Queste etichette dettagliate aiutano a individuare facilmente la presenza di lattosio, glutine, noci, e altri allergeni, nonché il contenuto di zuccheri e grassi, rendendo possibile un consumo più consapevole e sicuro anche per chi deve seguire una dieta specifica per motivi di salute. Il gelato confezionato non contiene conservanti ed è un alimento igienicamente molto sicuro che può essere consumato da tutti”, conclude lo specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’alimentazione.

Per saperne di più… PANNA VS LATTE

100 g di panna                                                  

  • 58,5 g di acqua
  • 2,3 g di proteine
  • 35 g di lipidi (fra cui colesterolo)
  • 3,4 g di carboidrati disponibili (zuccheri solubili)

 

100 g di latte

  • 87,7 g di acqua
  •  3,3 g di proteine
  • 3,4 g (fra cui colesterolo)
  • 4,9 g di carboidrati disponibili (zuccheri solubili)

 

 

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