Salute 4 Settembre 2024 16:41

Ricerca, sesso e genere poco considerati: le raccomandazioni dell’Iss per equità delle cure

Ortona (Iss): "La necessità di una attenta valutazione e considerazione delle differenze di sesso e genere nella ricerca scientifica è sempre più evidente e riconosciuta"
Ricerca, sesso e genere poco considerati: le raccomandazioni dell’Iss per equità delle cure

Più ‘pari opportunità’ nella ricerca scientifica, per migliorare l’equità e la precisione delle cure mediche. È l’appello dell’Istituto superiore di sanità che sulla rivista internazionale ‘Journal of Personalized Medicine‘ ha pubblicato il documento ‘Raccomandazioni per l’applicazione della medicina di genere nella ricerca preclinica, epidemiologica e clinica’, redatto dal gruppo di lavoro Ricerca e innovazione dell’Osservatorio Iss dedicato alla medicina di genere. Al team, coordinato da Marialuisa Appetecchia, responsabile dell’Uo di Endocrinologia oncologica dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena-Ifo di Roma e componente dell’Osservatorio, in rappresentanza di tutti gli Irccs, hanno partecipato numerosi esperti ed esperte del settore.

“La necessità di una attenta valutazione e considerazione delle differenze di sesso e genere nella ricerca scientifica è sempre più evidente e riconosciuta – afferma Elena Ortona, direttrice del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Iss -. Nonostante ciò, sesso e genere sono ancora poco considerati nel disegno degli studi scientifici, nella raccolta dei dati, nell’elaborazione dei risultati e nella comunicazione scientifica in generale”. Invece “è ormai appurato come sia fondamentale includere nella ricerca preclinica e clinica sia gli aspetti relativi al sesso, cioè quelli di natura biologica, sia quelli di genere, che riguardano le differenze psico-sociali e culturali tra uomini e donne”.

Da qui le raccomandazioni del documento, riassunte sul sito Iss in 5 punti salienti:

  • Il primo ricorda l’importanza della medicina di genere, sottolineando la necessità di “considerare il sesso e il genere come variabili chiave nella ricerca scientifica, per migliorare la precisione e l’equità delle cure mediche. Questo approccio contribuisce a una maggiore appropriatezza nelle cure, garantendo che le terapie siano ottimizzate per ogni individuo”.
  • Secondo punto chiave del documento Iss i “fattori biologici e sociali: viene offerto un approfondimento sui diversi fattori responsabili delle differenze di sesso e genere, inclusi quelli genetici, ormonali, ambientali e socio-culturali, che influenzano la salute e la malattia in modo differente tra uomini e donne”.
  • Terzo la “criticità negli studi preclinici, epidemiologici e clinici: il documento evidenzia le criticità esistenti nella conduzione di studi preclinici, sia su cellule che su animali da esperimento, negli studi epidemiologici e clinici”, e “sottolinea l’importanza di identificare marcatori diagnostici, prognostici e predittivi specifici per sesso e genere, al fine di migliorare l’efficacia delle terapie e la diagnosi delle malattie”.
  • Il quarto punto riguarda le “raccomandazioni metodologiche: il documento fornisce indicazioni pratiche per la stesura di protocolli di ricerca che tengano conto dei determinanti sesso e genere, offrendo strumenti metodologici per integrare queste variabili in tutte le fasi della ricerca, dalla formulazione delle ipotesi alla raccolta e analisi dei dati, fino alla comunicazione dei risultati”.
  • Infine, quinto punto, l'”applicazione pratica: le raccomandazioni mirano a guidare i ricercatori e le ricercatrici nello sviluppo di studi che riconoscano e affrontino le differenze di sesso e genere, con l’obiettivo di migliorare la diagnosi e il trattamento delle malattie, promuovendo una medicina sempre più personalizzata e incentrata sulla persona”.

Per gli autori “l’adozione delle raccomandazioni proposte potrebbe portare a significativi miglioramenti nella precisione e nell’efficacia delle cure mediche, contribuendo a una maggiore equità nell’accesso e nella qualità delle cure per tutti i pazienti. Applicare un approccio sesso e genere specifico nella ricerca e nei percorsi di cura è importante – ammoniscono – non solo per migliorare la comprensione dei fattori determinanti la salute e la malattia, ma rappresenta anche un passaggio fondamentale verso una maggiore equità di accesso alle cure e una medicina sempre più focalizzata sulle caratteristiche specifiche del paziente. La medicina di genere va quindi intesa come un obiettivo strategico per la sanità pubblica, contribuendo a rafforzare la ‘centralità della persona’ nell’assistenza sanitaria”.

 

 

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