Politica 16 novembre 2017

Rinnovo contratto, Mazzacane (Cisl Medici Lombardia): «Prospettive tutt’altro che rosee. Serve nuova programmazione della sanità»

Il Segretario Generale del sindacato lombardo commenta ai nostri microfoni il dibattito sul contratto e le principali problematiche in sanità. Sulle elezioni per il Consiglio Direttivo dell’OMCeO Milano: «Fondamentale tutelare l’indipendenza dell’Ordine»

«Rinnovo contratto? La parte economica è importante ma i medici vogliono lavorare in tranquillità e sicurezza e programmare la sanità del futuro». Danilo Mazzacane, Segretario Generale di Cisl Medici Lombardia, ai microfoni di Sanità Informazione interviene sui principali temi di attualità che riguardano il settore sanitario, commentando non solo le prospettive di un rinnovo contrattuale particolarmente tortuoso, ma anche i risvolti della Legge Gelli e l’importante appuntamento elettorale per i medici di Milano e Provincia, chiamati alle urne per scegliere i nuovi componenti del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici. Il week end che va dal 18 al 20 novembre si preannuncia dunque una tappa decisiva per la sanità del capoluogo lombardo.

Segretario, a pochi giorni dall’incontro Aran-sindacati in cui si discuterà dell’impianto del nuovo contratto del comparto sanità, quali sono le prospettive della trattativa?

«Da quanto si apprende dalla stampa, le prospettive non sono delle più rosee. I medici rivendicano sicuramente una situazione economica più adeguata alla loro professione, al loro ruolo e all’impegno che profondono quotidianamente. Sicuramente la parte economica, dunque, ha un aspetto importante. Però i medici desiderano avere la possibilità di lavorare con serenità e in sicurezza: bisogna guardare bene anche ad altre tematiche non meno importanti, quali il ricambio generazionale, la necessità di immettere linfa nuova nelle fila di tutte le strutture sanitarie pubbliche e ragionare per programmare il futuro della sanità italiana. Quindi al centro dovrebbero esserci non solo le questioni economiche, ma anche la parte normativa ricopre un ruolo importante».

In questi mesi si vota per il rinnovo degli OMCeO in tutta Italia, compresa la sua Milano. Qual è la situazione? È vero, come si legge sulla stampa, che si sono verificate delle pressioni esterne?

«Si sono verificate delle situazioni non piacevoli, non soltanto a Milano ma anche in altre parti d’Italia. Sembrerebbe che i poteri forti desiderino prendere possesso degli Ordini dei medici, mentre ovviamente l’Ordine dei medici deve rimanere indipendente. Come tutti gli Ordini professionali, del resto. In ogni caso io non ho grandi preoccupazioni, perché i medici sono professionisti coscienti dell’importanza della loro libertà intellettuale e delle libertà di azione che necessitano per ben operare, rispettando le indicazioni etiche e deontologiche che competono, in prima istanza, proprio all’Ordine dei medici e, come organo superiore, alla Federazione Nazionale Ordine dei medici».

Da pochi mesi è entrata in vigore la Legge Gelli che introduce importanti novità in tema di responsabilità professionale. Qual è la sua opinione in merito?

«Sicuramente la Legge Gelli è stata un passo importante che ovviamente necessita ancora di essere rodata. Sono noti solo alcuni decreti attuativi, altri dovrebbero uscire nelle prossime settimane. In ogni caso, come tutte le cose nuove, necessiterà di aggiustamenti in corso».

E in questo scenario, quanto è importante per un medico poter disporre di una tutela legale che lo protegga a tutto tondo?

«Il ruolo del medico è diventato molto più delicato, lo abbiamo visto benissimo negli ultimi anni. Avere la sicurezza di poter contare sulla tutela legale è quindi sicuramente motivo di tranquillità per il medico nel corso del suo operato. D’altro canto anche la tematica contrattuale e sindacale ormai spesso e volentieri necessita di avvalersi di una consulenza di tipo legale. E non è detto che la consulenza di tipo legale debba essere vista come una situazione drammatica, anzi: spesso e volentieri è necessaria per interpretare correttamente i contenuti, ad esempio, dei contenziosi oppure delle normative di tipo contrattuale. Una buona collaborazione tra due professioni come quella del medico e quella dell’avvocato secondo me non è per nulla disdicevole; anzi, è da promuovere».

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