Lavoro e Professioni 2 Dicembre 2014 13:35

L’Ue “bandisce” il precariato in Italia: 8mila medici ora sperano

La sentenza per gli insegnanti della Corte di Giustizia europea apre spiragli anche nel comparto sanitario. Sindacati già in trincea. Ipotesi ricorsi
L’Ue “bandisce” il precariato in Italia: 8mila medici ora sperano

Sono 8mila i medici che grazie alla recente sentenza della Corte di Giustizia europea potrebbero veder terminare l’incubo del precariato.

Lo stop ai contratti a termine nella Pubblica Amministrazione imposto, nei giorni scorsi, all’Italia potrebbe infatti far da pungolo al Governo per porre definitivamente rimedio anche alle criticità occupazionali del comparto sanitario. E, seppur i riflettori siano stati accesi soprattutto sulla scuola (violata la direttiva Ce 70/1999 con il rinnovo di contratti a tempo determinato per provvedere alla copertura di posti vacanti), si preannunciano migliaia di ricorsi anche in ambito medico per effetto di quanto appunto disposto dall’Ue.

I sindacati sono, in tal senso, già in trincea e pronti a chiamare in causa i Tribunali. Nel comparto sanitario il personale con contratto a tempo determinato rappresenta, infatti, il 10% della forza lavoro nazionale ed in alcune regioni, come ad esempio la Lombardia, il dato supera abbondantemente questa percentuale. Il Governo viene dunque incalzato ad un rapido adeguamento alle nuove disposizioni attraverso un apposito provvedimento, anche tenendo conto di un’altra pesante criticità: i contratti a tempo determinato nel Ssn rappresentano una varietà di tipologie, molte delle quali classificate tra le “atipiche”. Meglio, insomma, prendere la palla al balzo, operando la stabilizzazione, prima di essere travolti da una valanga di ricorsi.

Un rischio, quello dei ricorsi, a cui potrebbe sommarsene ad un altro: l’Italia, è già sotto procedura di infrazione da parte della Commissione Europea; se non dovesse, dunque, adeguarsi rapidamente dovrebbe anche pagare una multa milionaria. E sarebbe un duro colpo da assorbire in un periodo di crisi e di spending review in cui si chiedono continuamente sacrifici agli italiani e si continua a tagliare su servizi anche essenziali. Il caso della sanità è, in questo senso,  proprio emblematico. Ancora una volta dunque l’Europa estrae il cartellino giallo nei confronti dell’Italia e, per non farsi sventolare il rosso, bisognerà correre in fretta ai ripari per dribblare i ricorsi.

Articoli correlati
Sanità Lazio, nuovo accordo per stabilizzare i precari. Da aprile le prime assunzioni
Cgil, Cisl e Uil: «Resta la necessità di nuove contrattualizzazioni straordinarie per rinforzare la rete del Ssr»
Stabilizzazione precari assunti in emergenza, Crudele (SIGM): «Ora strategia anche per specializzandi»
Gli operatori sanitari reclutati con un contratto a tempo determinato durante l'emergenza Covid saranno stabilizzati. La rappresentante del Segretariato Italiano Giovani Medici: «Auspichiamo un tavolo di confronto per gli specializzandi che hanno risposto presente»
Prorogati contratti in scadenza per l’emergenza Covid, Cisl medici Lazio: «Vigileremo sull’accordo»
Firmato oggi l'accordo sindacale per la proroga dei precari del servizio sanitario regionale del Lazio
«Assumere i 66mila precari della sanità reclutati durante l’emergenza Covid». La proposta Fiaso
Migliore (Fiaso): «Assumere chi ha svolto per 12 mesi in modo continuativo servizio nelle nostre aziende oppure estendere il periodo di validità del beneficio della legge Madia fino alla fine del 2023, per consentire a coloro che sono stati assunti tra marzo e giugno 2020 di maturare i 36 mesi necessari all’assunzione a tempo indeterminato»
di Isabella Faggiano
Dl Rilancio, Fp Cgil: «Stabilizzare medici di emergenza-urgenza»
«Sosteniamo emendamenti Pd e M5S, serve potenziare assistenza territoriale»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti