Lavoro e Professioni 11 Aprile 2017 10:12

Il «paradosso» del precariato stabile: «Vivo nell’incertezza da sette anni, e sono anche tra i più fortunati…»

La denuncia-testimonianza di un chirurgo vascolare del S.Filippo Neri di Roma: «Questa baracca è fatta di persone che hanno bisogno di cure e non possiamo abbandonarle»

«Precario vuol dire temporaneo, ma il precariato in sanità è tutto tranne che momentaneo». È la denuncia di un precario intervenuto all’ospedale San Giovanni Addolorata in occasione degli Stati Generali della Sanità del Lazio. Chirurgo vascolare dell’ospedale S. Filippo Neri di Roma che ha chiesto di rimanere anonimo è precario da ben 7 anni: «sono anche fortunato – spiega il medico – sono il più giovane nel mio reparto tra quanti attendono ancora la stabilizzazione.

Ci stanno togliendo 10 anni della nostra vita, una fase in cui devi entrare nel mondo del lavoro, e sono anni fondamentali per crescere, fondamentali comunque per la vita di qualsiasi persona».

Circa 300 assunzioni a fronte di 3.000 pensionamenti, questa la previsione fatta dal Ministero della Salute che ha previsto il pensionamento tra il 2017 e il 2018 di oltre 2.700 operatori. «Tutto il comparto sanitario sta tenendo duro – spiega il chirurgo -. E a questo precariato in realtà gli dare un altro nome, non siamo precari, siamo persone coraggiose, discriminate, che subiscono questo trattamento non da un mese o da un anno, ma da lunghi anni».

Nonostante le condizioni avverse, «portiamo avanti il nostro lavoro – spiega il medico – portare avanti il servizio e fornire comunque una sanità di eccellenza ai cittadini è il nostro obiettivo, perché nonostante le carenze, il diritto alle cure non viene mai a mancare».

Il nostro sistema sanitario, seppur estremamente carente, prosegue «è comunque imitata da tutte le altre nazioni. Questo perché, i precari italiani stanno lottando nonostante tutto. I medici fanno continuamente straordinari e non sono pagati, non riescono a prendere un giorno di riposo, non riescono a rispettare i corretti turni di guardia, e nonostante tutto, ognuno nelle singole unità operative, fa di tutto per ‘mandare avanti la baracca’. Ma questa ‘baracca’ ha un significato fondamentale perché si tratta di pazienti. Il nostro non è un lavoro come un altro, noi abbiamo a che fare con persone, abbiamo a che fare con malati».   

Per approfondire:

Personale Ssn: il saldo è in rosso. Ecco i possibili scenari

Precari: dopo la stabilizzazione dell’ISS, OMCeO Roma chiede di sanare altre realtà

Ordini medici: «Regione intervenga per restituire dignità a precari»

Accordo Regione-Sindacati per stabilizzazione precari e nuove assunzioni

Articoli correlati
Sanità Lazio, nuovo accordo per stabilizzare i precari. Da aprile le prime assunzioni
Cgil, Cisl e Uil: «Resta la necessità di nuove contrattualizzazioni straordinarie per rinforzare la rete del Ssr»
Stabilizzazione precari assunti in emergenza, Crudele (SIGM): «Ora strategia anche per specializzandi»
Gli operatori sanitari reclutati con un contratto a tempo determinato durante l'emergenza Covid saranno stabilizzati. La rappresentante del Segretariato Italiano Giovani Medici: «Auspichiamo un tavolo di confronto per gli specializzandi che hanno risposto presente»
Prorogati contratti in scadenza per l’emergenza Covid, Cisl medici Lazio: «Vigileremo sull’accordo»
Firmato oggi l'accordo sindacale per la proroga dei precari del servizio sanitario regionale del Lazio
«Assumere i 66mila precari della sanità reclutati durante l’emergenza Covid». La proposta Fiaso
Migliore (Fiaso): «Assumere chi ha svolto per 12 mesi in modo continuativo servizio nelle nostre aziende oppure estendere il periodo di validità del beneficio della legge Madia fino alla fine del 2023, per consentire a coloro che sono stati assunti tra marzo e giugno 2020 di maturare i 36 mesi necessari all’assunzione a tempo indeterminato»
di Isabella Faggiano
Dl Rilancio, Fp Cgil: «Stabilizzare medici di emergenza-urgenza»
«Sosteniamo emendamenti Pd e M5S, serve potenziare assistenza territoriale»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti