La Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni ricorda l'importanza della prevenzione: informarsi prima della partenza, adottare misure di protezione individuale e valutare la vaccinazione
Le vacanze estive rappresentano un’occasione per scoprire nuove destinazioni, ma anche un momento in cui è importante prestare attenzione ai rischi sanitari legati ai viaggi internazionali. Dalle malattie trasmesse dagli alimenti alle infezioni diffuse da insetti vettori, ogni destinazione presenta caratteristiche epidemiologiche specifiche che richiedono un’adeguata preparazione. Per questo la Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (SIMVIM) invita chi sta programmando un viaggio verso aree a rischio a informarsi con anticipo e, quando necessario, a rivolgersi ai centri di medicina dei viaggi per valutare eventuali vaccinazioni e le misure preventive più appropriate.
Chikungunya e dengue: i virus da non sottovalutare
Tra le infezioni che richiedono maggiore attenzione in questa stagione ci sono chikungunya e dengue, entrambe trasmesse dalle zanzare del genere Aedes. Negli ultimi anni questi virus hanno ampliato la propria diffusione geografica, complice il cambiamento climatico, l’espansione degli insetti vettori e l’aumento degli spostamenti internazionali. La chikungunya è ormai presente in oltre 110 Paesi e la trasmissione è stata documentata in più di 50 Stati negli ultimi cinque anni. La dengue, invece, è endemica in numerose aree dell’Africa, del Sud-est asiatico, dell’India, del Medio Oriente, dell’America centrale e meridionale, dell’Australia e di diverse isole del Pacifico. Anche l’Italia non è più estranea al fenomeno. Negli ultimi anni sono stati registrati focolai autoctoni di chikungunya in Veneto ed Emilia-Romagna e casi di dengue trasmessa localmente, tra cui quelli segnalati a Lodi nel 2023 e a Fano nel 2024.
I sintomi e le possibili complicanze
La chikungunya si manifesta generalmente tra tre e sette giorni dopo la puntura della zanzara infetta con febbre elevata, eruzione cutanea, intensa stanchezza e soprattutto forti dolori articolari, che rappresentano il sintomo più caratteristico della malattia. In una quota significativa di pazienti i disturbi articolari possono protrarsi per mesi o, più raramente, evolvere in forme croniche. La dengue, invece, può decorrere in modo più sfumato e non sempre provoca sintomi. Quando si manifesta, può causare febbre alta, dolori muscolari e articolari ed eruzioni cutanee. Il rischio maggiore riguarda chi contrae una seconda infezione da un sierotipo diverso del virus, situazione che può evolvere in una forma emorragica grave con importante calo della pressione arteriosa. Per entrambe le infezioni, sottolinea la SIMVIM, non esistono attualmente terapie antivirali specifiche e il trattamento è principalmente di supporto.
La prevenzione parte dalle punture di zanzara
Le misure di protezione individuale rappresentano il primo strumento per ridurre il rischio di infezione. La SIMVIM raccomanda di utilizzare repellenti cutanei, indossare abiti chiari e a maniche lunghe, dormire sotto zanzariere quando necessario e ricorrere a insetticidi ambientali. Un’attenzione particolare va riservata alle ore dell’alba e del tramonto, quando le zanzare del genere Aedes sono più attive.
Quando è indicata la vaccinazione
Accanto alle misure comportamentali, oggi è possibile ricorrere anche alla vaccinazione in situazioni selezionate. Per la chikungunya, dalla fine di ottobre 2025 è disponibile in Italia un vaccino ricombinante a particelle simil-virali, indicato a partire dai 12 anni di età. È previsto un unico richiamo, da effettuare almeno due settimane prima della partenza. Per la dengue, i centri di medicina dei viaggi utilizzano un vaccino vivo attenuato tetravalente, somministrato in due dosi a distanza di tre mesi. La vaccinazione è raccomandata soprattutto a chi si reca in aree endemiche e, in particolare, alle persone che hanno già contratto la malattia in passato, categoria che può trarre il maggiore beneficio dalla protezione vaccinale. Secondo la SIMVIM, la vaccinazione contro la chikungunya dovrebbe essere presa in considerazione soprattutto da chi si reca in Paesi dove il virus ha recentemente circolato e dai viaggiatori più vulnerabili, come over 65, persone con patologie croniche e donne in gravidanza che non possono rinviare il viaggio.
“I casi sono destinati ad aumentare”
“Il cambiamento climatico, la diffusione e il diverso comportamento degli insetti vettori e il numero crescente di viaggi verso Paesi dove questi virus sono endemici sono fattori destinati, combinandosi tra loro, a far aumentare i casi anche in Italia”, osserva Andrea Rossanese, presidente della SIMVIM e responsabile della Travel Clinic del Centro di Malattie Tropicali dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Per questo, conclude l’esperto, è fondamentale aumentare la consapevolezza sia tra i cittadini sia tra gli operatori sanitari, affinché una febbre che compare durante o dopo un viaggio estivo non venga sottovalutata e queste infezioni siano riconosciute e gestite tempestivamente.
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