Prevenzione 13 Gennaio 2026 00:30

Vaccini anti-Covid, la fiducia cresce: due terzi degli indecisi si sono vaccinati

La diffidenza iniziale verso i vaccini anti-Covid si è ridotta significativamente. Secondo uno studio dell’Imperial College London pubblicato su The Lancet, circa il 65% (in Gran Bretagna) di chi nutriva dubbi nel 2021 ha poi scelto di vaccinarsi

di I.F.
Vaccini anti-Covid, la fiducia cresce: due terzi degli indecisi si sono vaccinati


La diffidenza verso i vaccini anti-Covid non è stata permanente. Uno studio, condotto su oltre un milione di cittadini britannici dai ricercatori dell’Imperial College London, pubblicato su The Lancet, mostra che due terzi delle persone inizialmente esitanti hanno poi aderito alla vaccinazione. Questo dato evidenzia che i dubbi iniziali possono trasformarsi in scelte consapevoli quando aumentano informazioni e fiducia.

Paure specifiche e gruppi più cauti

I principali timori riguardavano possibili effetti collaterali a breve o lungo termine. Nel caso delle donne in gravidanza, i dubbi si intrecciavano anche con la sicurezza per il bambino. Non tutti però hanno cambiato idea: chi nutriva fin dall’inizio una contrarietà ai vaccini in generale o chi percepiva il Covid-19 come una malattia a basso rischio ha mantenuto più spesso il proprio scetticismo. Lo studio evidenzia come alcuni tipi di esitazione siano più persistenti e richiedano strategie mirate di comunicazione e sensibilizzazione.

Un calo generale dell’esitazione

Nel tempo, la percentuale complessiva di esitanti è diminuita dal massimo iniziale dell’8% fino all’1,1%. Questo andamento mostra come la fiducia del pubblico possa crescere rapidamente con una campagna vaccinale efficace e una comunicazione trasparente, riducendo significativamente la diffidenza iniziale.

Lezioni per la salute pubblica

I dati suggeriscono che comprendere le motivazioni dietro l’esitazione è fondamentale per progettare interventi di salute pubblica più mirati, non solo durante emergenze sanitarie come la pandemia da Covid-19, ma anche per migliorare le coperture vaccinali ordinarie. Strategie personalizzate e informative potrebbero aiutare a superare dubbi specifici, rafforzando la prevenzione e la protezione della comunità.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti