Salute 23 Luglio 2026 10:35

Uso frequente di cannabis associato a livelli più alti dell’ormone dello stress

L'uso frequente di cannabis è associato a livelli più elevati di cortisolo al risveglio, un potenziale indicatore di alterazioni del sistema dello stress che merita ulteriori approfondimenti scientifici.

di Arnaldo Iodice
Uso frequente di cannabis associato a livelli più alti dell’ormone dello stress

Le persone che fanno un uso frequente di cannabis potrebbero iniziare la giornata con livelli di cortisolo più elevati rispetto a chi non ne fa uso. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Cannabis e condotto da Anita Cservenka, ricercatrice dell’Oregon State University. L’indagine ha esaminato il legame tra il consumo abituale di cannabis e il funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, il principale sistema neuroendocrino che regola la risposta dell’organismo allo stress.

L’attenzione si è concentrata sulla cosiddetta Cortisol Awakening Response (CAR), l’aumento fisiologico del cortisolo che si verifica nei primi 30 minuti dopo il risveglio. I ricercatori hanno osservato che, pur mantenendo una risposta al risveglio simile a quella dei non consumatori, gli utilizzatori abituali di cannabis presentavano livelli basali di cortisolo più elevati appena svegli, suggerendo una possibile alterazione della regolazione quotidiana dello stress.

Il ruolo del cortisolo e cosa mostrano i risultati

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali ed è fondamentale per la risposta dell’organismo agli eventi stressanti. Oltre a essere coinvolto nella gestione dello stress acuto, contribuisce al controllo della pressione arteriosa, della glicemia, del metabolismo e della risposta immunitaria. In condizioni normali, i suoi livelli seguono un preciso ritmo circadiano: aumentano rapidamente dopo il risveglio, raggiungendo un picco entro circa mezz’ora, per poi diminuire gradualmente nel corso della giornata.

Questo incremento mattutino, noto come CAR, rappresenta un indicatore della capacità dell’organismo di prepararsi alle richieste della giornata. Per misurarlo è sufficiente confrontare il livello di cortisolo rilevato immediatamente dopo il risveglio con quello misurato trenta minuti più tardi. Nello studio, il CAR è risultato sostanzialmente simile nei consumatori abituali di cannabis e nei soggetti che non la utilizzavano. La differenza significativa riguardava invece il valore di partenza: chi consumava frequentemente cannabis si svegliava con concentrazioni di cortisolo già più elevate. Secondo gli autori, questo dato potrebbe riflettere una disregolazione dei normali ritmi biologici dello stress. Sebbene la cannabis venga spesso utilizzata per alleviare tensione e ansia nel breve periodo, un uso cronico potrebbe modificare nel tempo il funzionamento dei sistemi neuroendocrini coinvolti nella risposta allo stress. Gli studiosi ipotizzano inoltre che alterazioni persistenti del sistema dello stress possano favorire un circolo vizioso, in cui l’aumento dello stress alimenta un maggiore consumo di cannabis e viceversa.

Gli autori sottolineano che i risultati non dimostrano un rapporto causale. Lo studio evidenzia un’associazione tra uso frequente di cannabis e livelli più elevati di cortisolo al risveglio, ma non permette di stabilire se sia la cannabis a modificare il sistema dello stress oppure se persone con una diversa regolazione del cortisolo siano più inclini a consumarla. Per chiarire questo aspetto saranno necessari studi longitudinali che seguano gli stessi individui nel tempo e valutino l’evoluzione sia del consumo sia dei parametri neuroendocrini.

Le implicazioni per la salute e le prospettive della ricerca

I risultati assumono particolare rilevanza alla luce della crescente diffusione del consumo di cannabis, soprattutto tra i giovani adulti. Negli Stati Uniti quasi tre persone su dieci tra i 19 e i 30 anni dichiarano di aver consumato cannabis nell’ultimo mese, una percentuale quasi raddoppiata negli ultimi quindici anni. Anche la quota di chi riferisce un uso molto frequente (almeno venti volte in trenta giorni) è più che raddoppiata nello stesso periodo. Comprendere come il consumo abituale influenzi i sistemi biologici coinvolti nella regolazione dello stress rappresenta quindi un obiettivo importante per la salute pubblica.

Secondo Anita Cservenka, i livelli di cortisolo rilevati al risveglio potrebbero diventare un potenziale marcatore neurobiologico dell’uso problematico di cannabis, anche se questa ipotesi dovrà essere verificata da ulteriori studi. La ricercatrice evidenzia inoltre che i risultati non confermano completamente quanto osservato in alcune ricerche precedenti, che avevano segnalato una riduzione della risposta del cortisolo al risveglio nei consumatori abituali. Le differenze potrebbero dipendere dalle caratteristiche dei partecipanti, dalle modalità di analisi o da altri fattori ancora poco conosciuti.

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