La LILT sottolinea l’importanza della prevenzione primaria e dell’integrazione tra politiche ambientali e comportamenti quotidiani per proteggere la salute della popolazione
Leucemie, linfomi e mielomi sono tra le patologie onco-ematologiche più complesse e crescenti in termini di incidenza. Studi epidemiologici evidenziano che l’eliminazione o la significativa riduzione dell’esposizione a sostanze cancerogene presenti nell’aria, nell’acqua e nel suolo può ridurre il rischio fino al 30-40% tra le popolazioni più a rischio. Secondo la LILT, particolato fine (PM2.5 e PM10) e composti organici volatili sono strettamente associati a un aumento delle leucemie acute e croniche: per ogni incremento di 10 microgrammi per metro cubo nella concentrazione media annua di PM2.5, il rischio relativo di leucemia mieloide acuta cresce tra il 20 e il 35%. Anche il benzene è un agente critico, collegato a leucemia mieloide acuta, sindrome mielodisplastica e linfoma non-Hodgkin, con una relazione dose-risposta documentata. La contaminazione di acqua e suolo con metalli pesanti (piombo, cadmio, arsenico, cromo esavalente) e composti organici persistenti (PCB, diossine, pesticidi organoclorurati) aumenta ulteriormente il rischio, soprattutto per chi risiede vicino a siti industriali dismessi o discariche abusive, con tassi di linfomi non-Hodgkin superiori del 40-60% rispetto a popolazioni di controllo. Infine, i PFAS, ampiamente diffusi in processi industriali e in agricoltura, rappresentano una minaccia crescente. Questi composti chimici interferiscono con tiroide, fegato e sistema immunitario, aumentano il rischio di tumori a rene e testicoli e impattano negativamente sulla fertilità.
Stili di vita e comportamenti quotidiani
Non solo ambiente: anche fumo, sedentarietà e alimentazione squilibrata contribuiscono in maniera significativa al rischio complessivo di tumori del sangue. “La prevenzione primaria deve partire sia dall’ambiente in cui viviamo, sia dai comportamenti che adottiamo ogni giorno – sottolinea la LILT -. Intervenire oggi significa ridurre concretamente le probabilità di ammalarsi in futuro”. L’esperienza di AIL, con oltre 30 esperti coinvolti nel convegno nazionale 2024 e nella pubblicazione ‘L’impatto dell’ambiente e degli stili di vita nel rischio onco-ematologico‘, evidenzia come sia fondamentale una visione integrata tra politiche ambientali e sanitarie. Bonifiche dei siti contaminati, educazione alla salute, sensibilizzazione pubblica e promozione di stili di vita sani devono operare in sinergia.
Il ruolo della LILT
“Il rapporto tra salute e ambiente è molto stretto, ed è un tema sul quale bisogna fare informazione e prevenzione. La bonifica dei siti contaminati non è rinviabile: è una questione di salute pubblica e di responsabilità sociale”, sottolinea Giuseppe Toro, presidente nazionale di AIL. La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori rafforza il proprio impegno nella prevenzione primaria e nella diffusione della cultura della salute. Ridurre l’esposizione a cancerogeni e promuovere comportamenti salutari significa proteggere soprattutto i gruppi più vulnerabili, abbattendo l’incidenza di leucemie, linfomi e mielomi e contribuendo a un concreto miglioramento della salute pubblica.
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