Prevenzione 3 Marzo 2026 12:15

Tumore al polmone, screening intelligente: più diagnosi, meno esami

Un nuovo modello integra TAC e biopsia liquida per ridurre esami inutili e individuare con più precisione chi rischia di sviluppare un tumore nei due anni successivi

di Viviana Franzellitti
Tumore al polmone, screening intelligente: più diagnosi, meno esami

La sfida è chiara: diagnosticare prima, ma senza sovradiagnosticare i pazienti. È su questo equilibrio delicato che si muove la nuova ricerca della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, pubblicata sul Journal of Thoracic Oncology. Lo studio, realizzato nell’ambito del trial prospettico BioMILD, ha coinvolto 304 forti fumatori con noduli polmonari sospetti, seguiti per un periodo mediano di 7,5 anni, dimostrando che l’integrazione tra marcatori molecolari e immunologici nel sangue migliora significativamente l’accuratezza della TAC a basso dosaggio, riducendo del 37% i falsi positivi e raggiungendo una sensibilità del 96% per i tumori diagnosticati entro due anni.

TAC a basso dosaggio: efficace ma non perfetta

La TAC spirale a basso dosaggio è uno degli strumenti più importanti per la prevenzione del tumore del polmone. Studi internazionali hanno dimostrato che consente di ridurre la mortalità intercettando la malattia in fase precoce, quando è ancora operabile. Tuttavia, l’elevata sensibilità comporta un effetto collaterale non trascurabile: l’individuazione di numerosi noduli sospetti che nella maggior parte dei casi non sono tumori. Questo comporta controlli ravvicinati, ulteriori esami e talvolta procedure invasive, con un carico psicologico notevole per i pazienti. I falsi positivi rappresentano quindi uno dei principali limiti degli attuali programmi di screening.

La svolta della biopsia liquida: microRNA e sistema immunitario

Il team multidisciplinare milanese lavora da oltre vent’anni sullo sviluppo della biopsia liquida applicata allo screening polmonare. Il primo passo era stato il test molecolare basato su microRNA, il MSC (MicroRNA Signature Classifier), capace di intercettare segnali precoci di trasformazione tumorale. Il nuovo studio aggiunge un ulteriore livello di precisione: il classificatore immunologico ISC, che analizza specifiche popolazioni del sistema immunitario nel sangue periferico. L’integrazione tra questi due strumenti consente di combinare segnali molecolari e alterazioni immunologiche in un modello di stratificazione del rischio più raffinato, distinguendo i noduli pericolosi da quelli innocui.

I numeri dello studio: meno falsi allarmi, più sicurezza

Nei 304 partecipanti, la combinazione MSC+ISC ha raggiunto una sensibilità del 96% per i tumori diagnosticati entro due anni e un valore predittivo negativo del 98%. Ciò significa che il test è altamente affidabile nell’escludere la presenza di tumore nei soggetti a basso rischio. Il dato più rilevante è la riduzione del 37% dei falsi positivi rispetto al solo MSC: meno controlli inutili, meno TAC ravvicinate, meno procedure invasive. Secondo il modello combinato, circa il 30% dei partecipanti potrebbe evitare il controllo annuale, riducendo esposizione a radiazioni e costi sanitari senza compromettere l’efficacia diagnostica.

Verso una prevenzione di precisione

L’innovazione riguarda non solo la diagnosi precoce, ma anche la personalizzazione degli intervalli di screening. Con il trial BioMILD era già stato dimostrato che il test molecolare consente di estendere in sicurezza il tempo tra una TAC e la successiva nei soggetti a basso rischio. L’aggiunta dello score immunologico rafforza questo approccio, aprendo la strada a uno screening realmente “su misura”. Inoltre, nei modelli preclinici è emersa un’associazione tra il punteggio immunologico e l’aggressività biologica del tumore, suggerendo che il test possa fornire informazioni sul potenziale evolutivo della malattia.

Un modello sostenibile per il Servizio sanitario

Lo screening del tumore del polmone è ancora la prima causa di morte oncologica nel mondo. Rendere i programmi più precisi significa non solo salvare più vite, ma anche alleggerire il carico diagnostico su cittadini e sistema sanitario. L’integrazione tra TAC e biopsia liquida rappresenta un passo concreto verso una medicina preventiva più sostenibile, capace di ridurre la mortalità senza aumentare inutilmente esami, ansia e costi. Questo approccio sposta l’attenzione dalla quantità dei controlli alla qualità delle informazioni ottenute, e potrebbe diventare un modello di riferimento per i programmi di screening futuri.

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