Advocacy e Associazioni 9 Giugno 2026 12:52

Tumore al seno, screening e medicina di precisione: un anno di risultati per il Manifesto IncontraDonna

Dall'estensione dello screening mammografico alle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni, fino all'introduzione di un fondo per i test molecolari ESR1 nelle pazienti con tumore al seno metastatico: IncontraDonna fa il punto sui risultati raggiunti e rilancia la sfida per il 2026

di I.F.
Tumore al seno, screening e medicina di precisione: un anno di risultati per il Manifesto IncontraDonna

Un anno dopo la presentazione del Manifesto “Un impegno per la salute 2025-2027“, Fondazione IncontraDonna traccia un primo bilancio delle iniziative avviate e guarda alle priorità ancora aperte nel campo dell’oncologia e della prevenzione. L’occasione è stata una conferenza stampa ospitata dalla Fondazione Roma, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti e professionisti della salute per discutere le sfide che attendono il Servizio sanitario nazionale nei prossimi anni. Al centro del confronto, la necessità di trasformare l’innovazione scientifica e organizzativa in opportunità concrete per tutti i cittadini, superando le disuguaglianze territoriali che ancora caratterizzano l’accesso ai percorsi di diagnosi e cura.

Dallo screening ai test molecolari

Tra i risultati più significativi richiamati durante l’incontro figura il percorso che ha portato all’estensione dello screening mammografico alle donne nelle fasce d’età 45-49 anni e 70-74 anni, una misura attesa da tempo dagli specialisti e dalle associazioni dei pazienti. A questo si aggiunge l’approvazione di un fondo dedicato ai test molecolari ESR1, strumenti sempre più importanti per orientare le scelte terapeutiche nelle donne con carcinoma mammario metastatico. Nel corso dell’ultimo anno sono stati inoltre compiuti passi avanti nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, nel riconoscimento dell’obesità come patologia cronica e nella promozione di percorsi assistenziali dedicati alle persone che convivono con un tumore al seno metastatico.

L’obiettivo: rendere l’innovazione accessibile a tutti

Per Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione IncontraDonna, i risultati ottenuti dimostrano che il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni può tradursi in interventi concreti. “Nel primo anno dal lancio del Manifesto abbiamo visto trasformarsi in azioni molte delle priorità condivise con i rappresentanti del sistema salute – afferma Bonifacino -. Ora è fondamentale accompagnare la fase attuativa di questi interventi. L’innovazione è davvero tale solo quando riesce a raggiungere tutte le persone, superando le barriere territoriali e socioeconomiche che ancora limitano un equo accesso alla prevenzione e alle cure”. Secondo la presidente della Fondazione, la sfida dei prossimi anni sarà consolidare i risultati raggiunti e favorire una sempre maggiore personalizzazione dei percorsi assistenziali.

Il peso dei tumori femminili

Il tumore della mammella continua a essere la neoplasia più frequente tra le donne italiane, con oltre 53 mila nuove diagnosi ogni anno. Accanto a questa patologia, anche i tumori ginecologici rappresentano un’importante area di intervento per il sistema sanitario. L’evoluzione delle conoscenze scientifiche mette oggi a disposizione strumenti sempre più sofisticati, dalla genetica oncologica alla profilazione molecolare, che consentono di individuare trattamenti sempre più mirati e personalizzati. Secondo Andrea Botticelli, membro del Consiglio di amministrazione di Fondazione IncontraDonna e responsabile della Breast Unit del Policlinico Umberto I di Roma, il vero obiettivo è fare in modo che queste opportunità siano disponibili per tutte le pazienti. “Disponiamo di strumenti sempre più efficaci che consentono di personalizzare i percorsi di cura e migliorare gli esiti clinici – sottolinea -. Per questo è fondamentale promuovere la cultura della prevenzione e garantire a tutte le donne, indipendentemente dalla regione di residenza, le stesse opportunità di accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici più appropriati”.

Prevenzione e presa in carico al centro delle politiche sanitarie

Tra i temi affrontati durante la giornata anche la genetica oncologica, la prevenzione personalizzata, il ruolo della nutrizione nei percorsi oncologici, il rafforzamento dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) nei tumori ginecologici e la gestione delle persone che convivono con una malattia metastatica. Un approccio che punta a considerare il paziente lungo tutto il percorso di cura, dalla prevenzione alla diagnosi, fino al trattamento e al follow-up. “Prevenzione, innovazione e presa in carico rappresentano oggi una priorità strategica per il Servizio sanitario nazionale”, ha evidenziato Sergio Iavicoli, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni, professionisti e associazioni di pazienti.

Le sfide per il 2026

A un anno dall’avvio del Manifesto, il messaggio che emerge dal confronto promosso da IncontraDonna è chiaro: i progressi ottenuti rappresentano una base importante, ma il lavoro da fare resta ancora significativo. L’obiettivo indicato dai partecipanti è continuare a investire in prevenzione, diagnosi precoce e medicina di precisione, assicurando che le innovazioni disponibili raggiungano in modo uniforme tutte le aree del Paese. Perché, come hanno ricordato i promotori dell’iniziativa, la qualità delle cure non dovrebbe dipendere dal luogo in cui si vive, ma essere garantita a ogni cittadino attraverso un sistema sanitario sempre più equo, moderno e vicino ai bisogni delle persone.


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