Proiettato oggi a Palazzo Pirelli, a Milano, “La luce nella crepa” racconta il ruolo e le difficoltà dei caregiver delle persone con tumore. Il cortometraggio è stato realizzato con il contributo non condizionante di Daiichi Sankyo e AstraZeneca
Quando il protagonista di un film è un caregiver. “La luce nella crepa” è un cortometraggio liberamente ispirato a una storia vera e nasce dal desiderio di accendere finalmente una luce su chi presta assistenza a un malato oncologico. Il corto, ideato da Anna Maria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV, con il contributo non condizionante di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, in collaborazione con le Terme di Sirmione, è stato proiettato questa mattina nell’Aula Consiliare di Palazzo Pirelli a Milano, sede del Consiglio Regionale della Lombardia.
Da anni, ormai, Luisa ha scelto di mettere in secondo piano le proprie esigenze per seguire come caregiver sua sorella Carla, che convive con un tumore al seno. Dopo molte insistenze, Luisa convince Carla a passare insieme qualche giorno di relax alle terme: per aiutare la sorella a riprendersi da un periodo di terapie mediche impegnative, ma anche nella speranza di concedersi una momentanea “tregua” nella sua quotidiana attività di assistenza a Carla. Da subito, però, la breve vacanza si trasforma in un percorso a ostacoli dove problemi burocratici, tensioni ed incomprensioni mettono alla prova il rapporto tra le due sorelle, fino a un inatteso punto di svolta. Perché c’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.
Gli interpreti sono Chiara Caselli, Valeria Milillo, Francesco Foti, Lorenzo Morselli, Alex Di Giorgio, con l’amichevole partecipazione di Anna Villarini. La regia è di Anselma Dell’Olio, giornalista, scrittrice, sceneggiatrice, impegnata in tante battaglie a favore dei diritti civili. La sceneggiatura è di Manuela Jael Procaccia.
La proiezione a Palazzo Pirelli si inserisce nel mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e coincide con la Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico.
“Questo cortometraggio nasce per dare luce alla figura del caregiver, che spesso vive nell’ombra – dice Anna Maria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV, alla cui storia personale di caregiver del fratello Tonino è ispirato il cortometraggio – Il loro carico emotivo e fisico è immenso e può portare a sentirsi inadeguati o soli. È fondamentale imparare a chiedere aiuto e a ritagliarsi spazi per sé: in quella “crepa” che la malattia apre nelle famiglie, bisogna lasciare entrare la luce e bisogna capire cosa di bello e di buono si può ancora fare per sé e per la persona che si cura. Insomma, bisogna riuscire a trovare la bellezza, il piacere, l’amore nonostante tutto e la malattia”.
Secondo il report ISTAT su “Aiuti dati, ricevuti e reti di solidarietà” (dati 2024, pubblicato il 21 luglio 2026), i caregiver in Italia sono 12,3 milioni, il 25% dei cittadini italiani maggiorenni. Di questi, 4,4 milioni assistono un familiare convivente con problemi di salute, e il 3,5% degli italiani maggiorenni cura sia conviventi sia non conviventi. Quasi uno su tre (31,9%, circa 4 milioni di persone) dedica alla cura almeno 20 ore a settimana. Il carico intenso pesa di più sulle donne e sulle Isole, dove la quota arriva al 39,0%, contro il 28,3% del Nord-ovest.
Attualmente in Italia non esiste una norma nazionale che disciplini la materia e riconosca pienamente il ruolo dei caregiver. Il DDL presentato dalla Ministra per le disabilità Alessandra Locatelli è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 ed è in discussione in Aula alla Camera dal 2 ottobre scorso. Tra le misure previste, un riconoscimento nazionale tramite INPS, tutele sul lavoro come part time e lavoro agile e un contributo fino a 400 euro al mese per chi assiste almeno 91 ore a settimana. Ma il cammino è ancora lungo: mancano il voto finale della Camera e l’esame del Senato, e il testo può ancora essere modificato.
Anche a livello regionale, il riconoscimento e il sostegno ai caregiver familiari rappresentano una priorità crescente. In Lombardia, la legge regionale n. 13 dell’11 giugno 2026 ha rafforzato il quadro degli interventi a favore di chi si prende cura di un familiare, prevedendo misure di supporto psicologico, orientamento ai servizi e sollievo dal carico assistenziale. Un impegno che trova riscontro anche nella recente Misura Sollievo, finalizzata a potenziare i servizi sociali territoriali e il sostegno ai caregiver.
«La storia raccontata da ‘La luce nella crepa’ ci ricorda che dietro ogni percorso di malattia ci sono persone che, ogni giorno, si prendono cura di chi amano, spesso mettendo in secondo piano la propria vita e i propri bisogni – dichiara Federico Romani, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia – Il loro impegno è una risorsa preziosa per le famiglie e per l’intera comunità e non può essere lasciato soltanto alla responsabilità individuale. Le Istituzioni hanno il dovere di riconoscere questo ruolo e di tradurre tale riconoscimento in forme concrete di sostegno. In Lombardia abbiamo compiuto passi importanti in questa direzione, anche con il recente aggiornamento della normativa regionale, ma dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare i servizi di prossimità, offrire momenti di sollievo e contrastare la solitudine di chi assiste».
“La luce nella crepa” è stato realizzato grazie al contributo non condizionante di un’alleanza costituita da Daiichi Sankyo e AstraZeneca, aziende impegnate nella ricerca e sviluppo in area oncologica.
“L’oncologia non rappresenta soltanto una frontiera scientifica, ma anche un terreno di confronto civile e sociale – dichiara Mauro Vitali, Vice President Head of Oncology di Daiichi Sankyo – Per questo siamo orgogliosi di sostenere l’iniziativa di Salute Donna, che promuove il dialogo tra società civile, Istituzioni e mondo scientifico sui bisogni dei pazienti oncologici e dei caregiver. In Daiichi Sankyo uniamo innovazione, ascolto e collaborazione per affrontare le sfide dell’oncologia. Riteniamo fondamentale farci eco delle voci dei pazienti e di chi li affianca ogni giorno, per costruire modelli assistenziali più inclusivi e integrati. Solo partendo dai bisogni reali possiamo contribuire concretamente a migliorare il percorso di cura”.
“Sostenendo questo cortometraggio abbiamo voluto affiancare Salute Donna ODV nel valorizzare il ruolo dei caregiver, un supporto prezioso per milioni di pazienti nei loro percorsi di cura. Il loro contributo merita un riconoscimento formale, per poter contare su strumenti adeguati ad affrontare al meglio le sfide quotidiane – sottolinea Francesca Patarnello, Vice President Market Access & Government Affairs di AstraZeneca – Oggi, grazie ai progressi della ricerca, sempre più persone convivono a lungo con la malattia oncologica: ciò rende ancora più centrale il ruolo dei caregiver, chiamati ad accompagnare i pazienti lungo questi nuovi percorsi di vita. Per noi, stare al fianco delle Associazioni Pazienti significa lavorare insieme per portare all’attenzione delle Istituzioni temi di grande rilevanza sociale e sanitaria, con l’obiettivo di trasformare i bisogni in azioni concrete. In questo scenario riteniamo che le Associazioni Pazienti, insieme a tutti gli attori del sistema salute, possano e debbano consolidare il proprio ruolo all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, diventandone parte integrante e contribuendo, con competenze ed esperienza, alla costruzione di politiche sanitarie più inclusive ed efficaci”.
Il cortometraggio, curato da Pro Format Comunicazione con la produzione di MP Film, è disponibile per la visione online, sul sito web di Salute Donna ODV, all’indirizzo https://www.salutedonnaonlus.it/le-attivita/progetti/la-luce-nella-crepa/