Salute 3 Aprile 2026 11:52

Tbc in Italia, nel 2024 oltre 3mila casi notificati: cresce l’incidenza tra i nati all’estero

Il nuovo rapporto del Ministero della Salute evidenzia un aumento dell’8,9% dei casi di tubercolosi in Italia nel 2024, con oltre il 60% dei casi tra persone nate all’estero. Persistono criticità nella sorveglianza e nella prevenzione

di I.F.
Tbc in Italia, nel 2024 oltre 3mila casi notificati: cresce l’incidenza tra i nati all’estero

I dati più recenti sulla tubercolosi in Italia, riportati nel rapporto epidemiologico “Sorveglianza della tubercolosi in Italia” del Ministero della Salute, mostrano un quadro complesso. Nel 2024 sono stati notificati 3.150 casi, corrispondenti a un tasso di notifica di 5,3 per 100.000 abitanti, con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente. L’Italia resta un Paese a bassa endemia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con meno di 10 casi per 100.000 abitanti all’anno. Tuttavia, dopo anni di progressiva diminuzione del tasso di notifica – dal 9,2 per 100.000 del 1995 al minimo storico di 3,8 nel 2020 – a partire dal 2021 si osserva un’inversione di tendenza, che richiede attenzione e azioni mirate.

Caratteristiche dei casi notificati

La localizzazione polmonare continua a essere predominante, rappresentando il 69,9% dei casi. Un dato particolarmente rilevante riguarda la provenienza dei pazienti: la quota dei casi tra i nati all’estero è arrivata al 63,2%, con un tasso di notifica di 29,8 per 100.000 abitanti, circa 13 volte superiore rispetto ai nati in Italia, il cui tasso è di 2,2 per 100.000. Anche la distribuzione per genere conferma una maggiore frequenza tra i maschi, con un rapporto M/F di 2,2. L’analisi per età evidenzia differenze significative: tra i nati in Italia, l’età media è più elevata e la fascia over-65 anni è maggiormente rappresentata, mentre tra i nati all’estero prevale la classe 24-34 anni. Le notifiche pediatriche mostrano un lieve aumento, pur mantenendosi su una quota contenuta del totale (4,7%).

Priorità di prevenzione e sorveglianza

Alla luce di questi dati, il Ministero della Salute sottolinea come sia fondamentale consolidare e potenziare le attività di prevenzione, diagnosi, cura e sorveglianza, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili. L’impegno è necessario anche per il raggiungimento degli obiettivi della strategia globale “End TB” dell’OMS, che prevedono per i Paesi a bassa endemia la fase di pre-eliminazione (<10 casi per milione entro il 2035) e la fase di eliminazione (<1 caso per milione entro il 2050).

Un quadro chiaro, ma serve vigilanza costante

La fotografia offerta dal report indica chiaramente che, sebbene l’Italia mantenga un livello di bassa endemia, non si può abbassare la guardia. La crescente incidenza tra i nati all’estero, insieme alla presenza di casi pediatrici, richiede azioni mirate di sorveglianza e intervento precoce, per evitare ricadute e garantire la protezione delle fasce più fragili della popolazione.

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