Il progetto è stato lanciato da Lilt Milano e Università Statale di Milano durante il Festival della prevenzione: restituisce a ogni partecipante una valutazione personalizzata con suggerimenti pratici per migliorare il proprio benessere
Misurare il proprio stato di salute partendo dalle abitudini quotidiane, trasformando la prevenzione in un gesto semplice e accessibile. Nasce con questo obiettivo la “Pagella della salute”, il nuovo progetto sviluppato da Lilt Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. Si tratta di un questionario digitale aperto a persone di tutte le età, pensato non solo per raccogliere dati scientifici sugli stili di vita, ma anche per restituire immediatamente a ciascun partecipante una valutazione personalizzata, accompagnata da indicazioni concrete per migliorare il proprio benessere. Il lancio avviene nell’ambito del Festival della prevenzione, dove, durante gli appuntamenti milanesi, viene distribuito anche un metro da sarta per misurare il girovita, parametro strettamente legato al grasso viscerale e al rischio di sviluppare patologie croniche.
Prevenzione come percorso quotidiano
Alla base del progetto c’è una visione ampia della salute, che non si limita alla diagnosi precoce ma si costruisce giorno dopo giorno. Alimentazione, attività fisica, qualità del sonno e gestione dello stress diventano così indicatori fondamentali, capaci di orientare le scelte individuali e incidere sul rischio di malattia. Attraverso la piattaforma digitale dedicata, i partecipanti possono compilare il questionario e ottenere gratuitamente la propria “pagella”: un documento consultabile e stampabile che traduce i dati raccolti in suggerimenti pratici e personalizzati.
La collaborazione tra ricerca e territorio
Come sottolinea Marco Alloisio, presidente di Lilt Milano, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di integrazione tra attività sul campo e ricerca scientifica: da un lato l’associazione, impegnata quotidianamente accanto ai cittadini, dall’altro l’università, che trasforma l’esperienza in conoscenza utile. Una sinergia che permette non solo di misurare il livello di adesione ai corretti stili di vita, ma anche di offrire strumenti concreti per migliorarlo, rafforzando il legame tra informazione e partecipazione attiva. Sulla stessa linea Daniela Lucini, docente dell’Università Statale e responsabile del progetto, evidenzia come lo stile di vita incida sulla salute più di quanto spesso si percepisca, e come la consapevolezza rappresenti il primo passo verso il cambiamento.
I dati: giovani più a rischio, ma più motivati a cambiare
Le evidenze raccolte finora dall’ateneo confermano l’importanza di questo approccio. I dati mostrano, tra l’altro, che i lavoratori più giovani tendono ad avere stili di vita meno salutari rispetto ai colleghi più maturi, pur presentando meno fattori di rischio tradizionali. Emergono inoltre correlazioni significative tra attività fisica e minore percezione dello stress, così come tra comportamenti salutari e benessere percepito, soprattutto nei più giovani. Anche tra studenti universitari si osserva un forte desiderio di migliorare le proprie abitudini, a fronte di livelli molto diversi di attività fisica, alimentazione e gestione dello stress. Un quadro che rafforza l’idea di una prevenzione sempre più personalizzata, basata su dati concreti e capace di accompagnare le persone in un percorso di maggiore consapevolezza.
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