Salute 21 Aprile 2026 12:18

Spondiloartrite, il microbiota vaginale entra in scena: nuove prospettive dalla medicina di genere

Uno studio italiano sostenuto da Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia evidenzia il ruolo del microbiota vaginale nella spondiloartrite assiale nelle donne. Alterazioni dell’equilibrio microbico potrebbero contribuire all’infiammazione sistemica

di Isabella Faggiano
Spondiloartrite, il microbiota vaginale entra in scena: nuove prospettive dalla medicina di genere

Per lungo tempo considerata una patologia prevalentemente maschile, la spondiloartrite assiale si sta rivelando sempre più complessa, soprattutto nelle donne. Colpisce la colonna vertebrale e le articolazioni del bacino e interessa, in Italia, fino a mezzo milione di persone. Ma nelle pazienti femminili il percorso è spesso più lungo e tortuoso: sintomi meno riconoscibili, diagnosi tardive, risposte terapeutiche differenti. È proprio da qui che prende forza l’approccio della medicina di genere, che punta a leggere le malattie tenendo conto delle differenze biologiche e cliniche tra uomini e donne. In questo contesto si inserisce una nuova ricerca sostenuta da FIRA, coordinata da Matteo Vecellio, che apre uno scenario finora poco esplorato.

Il microbiota vaginale come possibile “regista” dell’infiammazione

Lo studio accende i riflettori su un protagonista inatteso: il microbiota vaginale, l’insieme dei microrganismi che popolano il tratto genitale femminile e contribuiscono all’equilibrio immunitario. Attraverso un approccio multidisciplinare – che combina analisi del microbiota, modelli sperimentali in vivo e tecniche avanzate di studio delle cellule immunitarie – i ricercatori hanno osservato un dato chiave: nelle donne con spondiloartrite questo equilibrio risulta alterato. Diminuiscono i batteri “protettivi” e aumentano microrganismi associati a uno stato di attivazione immunitaria. Uno squilibrio che, secondo i dati, non sarebbe solo una conseguenza della malattia, ma potrebbe contribuire attivamente ad alimentarla.

Dalla mucosa all’infiammazione sistemica

Il passaggio più rilevante riguarda il legame tra alterazioni locali e risposta sistemica. I modelli sperimentali suggeriscono infatti che un microbiota alterato può innescare una risposta infiammatoria capace di estendersi nel tempo all’intero organismo, fino a coinvolgere anche le articolazioni. Un ulteriore elemento arriva dall’analisi del sangue mestruale, utilizzato come “finestra” non invasiva sui processi immunitari uterini. Qui emerge un sistema immunitario profondamente rimodellato: alcune cellule difensive, come monociti e macrofagi, risultano ridotte, mentre linfociti e cellule NK appaiono più attivi, segno di un’infiammazione cronica persistente.

Un nuovo nodo nei meccanismi della malattia

Nel complesso, lo studio suggerisce che l’apparato genitale femminile possa rappresentare un vero e proprio snodo nei meccanismi della spondiloartrite, ampliando il paradigma finora centrato soprattutto su intestino e altre mucose. Una prospettiva che cambia lo sguardo sulla malattia e apre a nuove ipotesi terapeutiche: intervenire sul microbiota, modulare la risposta immunitaria locale, sviluppare strategie personalizzate che tengano conto delle differenze di genere.

Ricerca e solidarietà: il Gala FIRA 2026

Questi risultati saranno al centro del Gala FIRA per la Ricerca sulle Malattie Reumatologiche 2026, in programma il 10 maggio a Milano presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. L’evento, tra arte, musica e danza, rappresenta non solo un momento di raccolta fondi, ma anche un’occasione per accendere i riflettori sulla ricerca indipendente. Proprio grazie al Gala 2025 è stata finanziata la prima Borsa di Ricerca “Carla Fracci”, che ha sostenuto lo studio sul microbiota. Il ricavato dell’edizione 2026 contribuirà alla seconda borsa, con l’obiettivo di promuovere nuovi progetti innovativi in reumatologia.

Verso terapie sempre più personalizzate

Negli ultimi anni la ricerca ha già trasformato il trattamento delle malattie reumatologiche, passando dal controllo dei sintomi all’intervento sui meccanismi alla base dell’infiammazione. Farmaci biologici, inibitori delle citochine e nuove strategie di modulazione immunitaria stanno cambiando la storia clinica di queste patologie. L’ingresso del microbiota tra i possibili bersagli terapeutici rappresenta un ulteriore passo in avanti. Comprendere come interagiscono microrganismi, sistema immunitario e infiammazione potrebbe permettere di sviluppare cure sempre più mirate, capaci di adattarsi alle caratteristiche biologiche dei pazienti. E, soprattutto, di colmare un vuoto ancora aperto: quello delle differenze di genere nella diagnosi e nella cura.

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