Nel 2023, circa un decesso infettivo su dieci nel mondo sarebbe collegato al peso corporeo: la ricerca sottolinea l’urgenza di politiche di prevenzione del peso come misura di sanità pubblica
L’obesità non incide solo su cuore, diabete e pressione alta: aumenta anche la vulnerabilità alle infezioni. Secondo uno studio internazionale pubblicato su The Lancet, chi presenta un indice di massa corporea pari o superiore a 30 ha un rischio significativamente maggiore di ricovero o morte per patologie infettive. La ricerca ha seguito oltre 540 mila adulti in Gran Bretagna e Finlandia per circa 14 anni, evidenziando che nelle forme di obesità severa il rischio può triplicare. Influenza, polmonite, infezioni urinarie, gastrointestinali e persino Covid-19 colpiscono più gravemente chi è in sovrappeso.
L’impatto dell’eccesso di peso sulle infezioni
I dati mostrano una correlazione diretta tra BMI elevato e rischio di complicanze infettive. Il tessuto adiposo in eccesso produce sostanze pro-infiammatorie che mantengono l’organismo in uno stato di infiammazione cronica. Questo fenomeno altera la risposta del sistema immunitario, rendendo più difficile combattere virus e batteri. Gli autori dello studio stimano che circa un decesso infettivo su dieci nel mondo possa essere attribuibile all’obesità, evidenziando un problema di salute pubblica spesso trascurato rispetto alle malattie cardiovascolari.
Tipologie di infezioni più colpite
Secondo la ricerca, l’associazione tra obesità e infezioni riguarda molte patologie comuni:
L’aumento del rischio non è lineare: chi ha un BMI superiore a 40 può vedere il pericolo triplicare rispetto a chi ha un peso normale.
Strategie di prevenzione e sanità pubblica
Gli autori dello studio sottolineano l’importanza di politiche mirate alla prevenzione del sovrappeso. Educazione alimentare, promozione dell’attività fisica e monitoraggio del peso fin dall’infanzia diventano strumenti fondamentali non solo per ridurre malattie metaboliche, ma anche per contenere il rischio di infezioni gravi. Gli esperti indicano che il sovrappeso rappresenta un fattore di vulnerabilità silenzioso, spesso sottovalutato nel quadro complessivo della salute pubblica.
Verso una maggiore consapevolezza
Il lavoro pubblicato su The Lancet apre nuovi scenari per la ricerca e la prevenzione. L’evidenza scientifica suggerisce che combattere l’obesità può ridurre il carico globale delle infezioni e salvare vite, in un contesto in cui le malattie infettive continuano a rappresentare una delle principali cause di mortalità. L’attenzione al peso corporeo diventa così una componente strategica della salute globale, oltre a essere un imperativo individuale per ridurre rischi e complicanze.