Salute 20 Ottobre 2026 15:40

Smartphone e adolescenti: dopo le 22 ogni minuto di utilizzo è associato a un riposo più breve

Uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics ha analizzato 7.591 notti di 425 adolescenti, confrontando i dati sull'uso dello smartphone con le misurazioni del sonno rilevate tramite Fitbit

di Isabella Faggiano
Smartphone e adolescenti: dopo le 22 ogni minuto di utilizzo è associato a un riposo più breve

L’utilizzo dello smartphone nelle ore serali è associato a un addormentamento più tardivo e a una riduzione della durata del sonno negli adolescenti. In particolare, il tempo trascorso al telefono dopo le 22 sembra avere un’associazione con diversi indicatori del riposo, mentre l’utilizzo nei minuti immediatamente precedenti l’addormentamento è collegato a una maggiore frammentazione del sonno nelle sue fasi iniziali. A documentarlo è uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics, dal titolo “Evening Phone Use and Sleep Outcomes Among Youth“. La ricerca ha esaminato le abitudini digitali e il sonno di 425 adolescenti statunitensi, analizzando complessivamente 7.591 notti attraverso dati raccolti passivamente dagli smartphone e misurazioni del riposo effettuate con dispositivi Fitbit.

Dopo le 22, ogni minuto in più è associato a meno sonno

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda il confronto tra le abitudini serali di ciascun adolescente. Nelle notti in cui i ragazzi utilizzavano lo smartphone dopo le 22 più a lungo rispetto alla propria media abituale, dormivano in media circa 20 minuti in meno e si addormentavano oltre un’ora più tardi. Le analisi statistiche, corrette per altre variabili, hanno evidenziato che ogni minuto aggiuntivo di utilizzo del telefono dopo le 22, rispetto alla media personale, era associato a un ritardo di circa 52 secondi nell’addormentamento e a una riduzione di circa 26 secondi della durata totale del sonno. Anche l’orario del risveglio risultava posticipato, di circa 22 secondi per ogni minuto aggiuntivo di utilizzo serale. Le associazioni erano statisticamente significative e diventavano progressivamente più marcate considerando soglie orarie sempre più tarde, dalle 20 fino alla mezzanotte. I dati suggeriscono quindi che non conta soltanto il fatto di utilizzare uno smartphone, ma anche quanto a lungo lo si utilizza nelle ore serali e quanto si prolunga questa abitudine verso la notte.

Smartphone prima di dormire, più risvegli nella fase iniziale del sonno

Lo studio ha esaminato anche l’utilizzo del telefono nei 5-30 minuti precedenti l’addormentamento, rilevando un’associazione con il tempo trascorso svegli dopo l’inizio del sonno. Il dato più evidente riguarda gli ultimi cinque minuti prima di addormentarsi: in questa finestra temporale, l’utilizzo dello smartphone era associato a circa 44 secondi aggiuntivi di veglia dopo l’inizio del sonno. L’associazione si concentrava soprattutto nei primi 30 minuti successivi all’addormentamento, mentre risultava trascurabile considerando una finestra più ampia, corrispondente agli ultimi 20 minuti di utilizzo prima di dormire. I risultati indicano che l’uso cumulativo del telefono nelle ore serali e quello immediatamente precedente al sonno potrebbero essere associati a dimensioni differenti del riposo: da una parte, l’orario in cui ci si addormenta e la durata complessiva del sonno; dall’altra, la continuità del riposo nelle sue fasi iniziali.

Uno studio con misurazioni oggettive del sonno

La ricerca si distingue da molti studi precedenti perché non si basa esclusivamente sulle dichiarazioni dei partecipanti riguardo alle proprie abitudini. I ricercatori hanno utilizzato dati raccolti passivamente dagli smartphone Android e misurazioni del sonno effettuate con Fitbit. I partecipanti avevano un’età media di 14,8 anni e il 50,8% del campione era costituito da ragazze. I dati erano stati raccolti tra novembre 2020 e febbraio 2024 nell’ambito dell’Adolescent Brain Cognitive Development Study, un ampio progetto di ricerca statunitense dedicato allo sviluppo cerebrale e alla salute dei giovani. L’analisi ha permesso di distinguere le differenze tra adolescenti da quelle osservate nello stesso individuo nelle diverse notti. Questo approccio ha consentito di valutare se, nei giorni in cui un ragazzo utilizzava il telefono più del solito, si verificassero anche cambiamenti negli indicatori del sonno.

Ridurre l’uso serale può aiutare, ma non è dimostrato un rapporto di causa-effetto

Gli autori concludono che ridurre l’utilizzo dello smartphone nelle ore serali, soprattutto dopo le 22 e nei momenti immediatamente precedenti il riposo, potrebbe contribuire a migliorare la salute del sonno negli adolescenti. È tuttavia importante interpretare i risultati con cautela. Lo studio è osservazionale e documenta associazioni, ma non dimostra che sia direttamente l’utilizzo dello smartphone a causare le alterazioni del sonno. Altri fattori potrebbero contribuire a spiegare almeno in parte i risultati. Anche il campione rappresenta un limite: la ricerca ha coinvolto 425 adolescenti statunitensi che utilizzavano dispositivi Android e disponevano di dati concomitanti sul sonno. Saranno quindi necessari ulteriori studi per verificare se le associazioni osservate siano confermate in popolazioni più ampie e in contesti differenti. La ricerca aggiunge comunque un elemento utile al dibattito sull’uso delle tecnologie digitali durante l’adolescenza: per comprendere il rapporto tra smartphone e riposo è importante considerare non soltanto il tempo totale trascorso davanti allo schermo, ma anche il momento della giornata in cui avviene l’utilizzo.

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