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Ricerca 2 Novembre 2018

Malattie respiratorie, Bpco e asma le più diffuse. Ecco le nuove cure per migliorare la qualità di vita dei pazienti

«Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e asma bronchiale: sono queste le due malattie dell’apparato respiratorio più diffuse tra la popolazione». A Sanità Informazione, Paolo Palange, direttore della UOC di Medicina Interna e Disfunzioni Respiratorie dell’Umberto I,  ha spiegato cosa fare per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da queste patologie. Partiamo dall’asma, una malattia che, […]

di Isabella Faggiano

«Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e asma bronchiale: sono queste le due malattie dell’apparato respiratorio più diffuse tra la popolazione». A Sanità Informazione, Paolo Palange, direttore della UOC di Medicina Interna e Disfunzioni Respiratorie dell’Umberto I,  ha spiegato cosa fare per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da queste patologie.

Partiamo dall’asma, una malattia che, come ha spiegato lo stesso professor Palange, «pur essendo solitamente associata maggiormente all’età pediatrica e giovanile è, in realtà, una patologia cronica che tende ad accompagnare il soggetto per tutta la vita».

Come cambia l’esistenza di una persona che riceve la diagnosi di asma fin dai primi anni di vita? «La vita dei pazienti – ha detto il direttore della UOC di Medicina Interna e Disfunzioni Respiratorie dell’Umberto I – può modificarsi significativamente soprattutto se c’è una scarsa aderenza alle cure. Di asma si muore raramente, l’aspettativa di vita di queste persone non si riduce, ma la loro qualità della vita può risentirne. Immaginiamo una ridotta tolleranza all’esercizio, l’incapacità di fare quelle attività quotidiane che altre persone fanno normalmente, frequenti risvegli notturni. Tutte conseguenze – ha aggiunto il direttore – che possono essere contenute sottoponendosi alle cure adeguate. Terapie che oggi  – ha continuato l’esperto – grazie ai trattamenti con farmaci biologici, riescono a tenere a bada anche quelle forme di asma più gravi, finora resistenti alle cure tradizionali. Attualmente, questi farmaci biologici vengono somministrati per via iniettiva, una volta al mese, ma presto saranno disponibili anche per via orale, semplificandone ulteriormente l’assunzione».

La broncopneumopatia cronica ostruttiva e l’enfisema, le altre malattie respiratorie più diffuse tra la popolazione, si manifestano invece prevalentemente nell’età adulta: «sono patologie legate principalmente all’abitudine al fumo o ad esposizioni professionali nocive e, per questo – ha continuato Palange – tendono a presentarsi nella quinta o stesa decade di vita. Se il paziente è un fumatore, la prima vera cura è rinunciare alle sigarette, per prevenire un ulteriore peggioramento. Poi, si può intervenire anche farmacologicamente, soprattutto con broncodilatatori. Anche per la cura di queste patologie ci sono novità terapeutiche all’orizzonte. Si tratta della cosiddetta triplice associazione tra due broncodilatatori e uno steroide per via inalatoria. È attualmente aperta una discussione tra gli specialisti sulle dosi e sulla tipologia di pazienti per cui può risultare maggiormente adatta questa nuova terapia. Per cui – ha concluso l’esperto – è auspicabile che possano aprirsi ulteriori prospettive di cura».

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