Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Ricerca 14 Novembre 2018

Malattia di Graves, Corsello (endocrinologo): «È la più comune forma di ipertiroidismo»

Cos’è la malattia di Graves? «La malattia di Graves è la più comune forma di ipertiroidismo. La funzione tiroidea in eccesso può dipendere da cause diverse, ma la più diffusa è questa condizione di tipo autoimmunitario in cui degli anticorpi che stimolano la tiroide, anticorpi anti recettori del Tsh, determinano un gozzo tossico diffuso iperfunzionante». […]

di Isabella Faggiano

Cos’è la malattia di Graves?

«La malattia di Graves è la più comune forma di ipertiroidismo. La funzione tiroidea in eccesso può dipendere da cause diverse, ma la più diffusa è questa condizione di tipo autoimmunitario in cui degli anticorpi che stimolano la tiroide, anticorpi anti recettori del Tsh, determinano un gozzo tossico diffuso iperfunzionante». È così che Salvatore Maria Corsello, endocrinologo dell’università Cattolica di Roma, descrive il morbo di Graves.

Quali sono i sintomi?

I suoi sintomi sono quelli classici dell’ipertiroidismo: «Palpitazioni, tremori, nervosismo, riduzione del peso, aumentata produzione di calore, sudorazione. Ma rispetto alle altre forme di ipertiroidismo – ha aggiunto l’endocrinologo – la malattia di Graves presenta sintomi e segni legati all’autoimmunità. In particolare, può manifestarsi, in una discreta quota di pazienti affetti da questa malattia, una protrusione del globo oculare detta oftalmopatia di Graves».

Una volta confermato il quadro clinico si procede con la diagnosi: «Il paziente – ha specificato Salvatore Maria Corsello – viene sottoposto ad una serie di indagini di laboratorio: il Tsh risulterà bloccato, l’Ft4 elevato e il dosaggio degli anticorpi antirecettori del Tsh confermerà l’eziologia. Poi, si procederà con un ecocolordoppler della tiroide».

Le terapie

Diagnosticata la patologia si procederà con la scelta della terapia più adeguata: «Per la malattia di Graves – ha commentato l’endocrinologo – sono essenzialmente tre: la terapia medica con le tionamidi, in particolare metimazolo, la terapia chirurgia di esportazione della tiroide e la terapia radiometabolica. In linea di massima, il primo approccio è sempre medico: si tenta con questa terapia di riagganciare la tiroide ad una situazione di normalità. Si riesce, purtroppo, nel 30-40% dei casi. Quando la tiroide non rientra in un quadro di remissione prolungata e definitiva sarà il clinico a decidere quali delle due opzioni ablative scegliere se la chirurgia o la terapia con radioiodio. Per ambedue le opzioni – ha concluso Salvatore Maria Corsello – esistono indicazioni e controindicazioni».

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

“Il caregiver non è un visitatore”: dal Garante una Raccomandazione per garantire l’accesso alle cure alle persone con disabilità

L'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità chiede regole uniformi in tutta Italia per riconoscere il ruolo del caregiver durante ricoveri, visite ed esami
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Oncologia, il 92% degli specialisti utilizza l’accesso precoce alle terapie. AIOM: “Serve meno burocrazia”

La survey AIOM presentata alla Conferenza Nazionale: migliora la conoscenza degli strumenti di early access, ma persistono difficoltà procedurali e amministrative. Gli specialisti chiedono perc...
di Redazione
One Health

Microplastiche, nasce l’alleanza tra Plastic Free e CNR: ricerca e cittadini insieme contro una delle emergenze ambientali più insidiose

Siglato un accordo di collaborazione per rafforzare studio, divulgazione e partecipazione civica nella lotta all'inquinamento da plastica. Al centro dell'intesa anche il tema delle microplastiche e de...
di Redazione
Salute

Calcio e vitamina D non prevengono fratture e cadute, gli scienziati: “Rivedere le linee guida”

Una nuova revisione sistematica e metanalisi pubblicata sul British Medical Journal conclude che gli integratori di calcio, vitamina D o la loro combinazione apportano benefici minimi o nulli nella pr...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Disabilità, dal progetto di vita all’intelligenza artificiale: ecco cosa cambia con il nuovo Piano di Azione

Speziale (Anffas): "Si passa da un approccio basato sulla protezione e sull'assistenza a un sistema fondato sui diritti umani e sulla centralità della persona"
di Isabella Faggiano