Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Nutrizione 2 Marzo 2023

Grandi obesi: la soluzione è la chirurgia bariatrica. Ma non per tutti…

Zappa (Sicob): «Gli interventi di chirurgia bariatrica possono essere restrittivi, malassorbitivi o misti. Prima di accedere alla sala operatoria il paziente dovrà seguire uno specifico percorso preliminare, guidato da un team multidisciplinare»

Immagine articolo

La metà della popolazione mondiale e quasi un terzo dei bambini hanno qualche chilo di troppo. In Italia, secondo l’Italian Obesity Barometer Report, gli adulti in sovrappeso sono 18 milioni e 5 milioni quelli obesi. Gli uomini sono meno in forma del gentil sesso: il sovrappeso riguarda 6 maschi su 10 e il 40% delle donne, con un picco di prevalenza tra i 65 e i 74 anni. Oltre un milione di persone della popolazione adulta soffre di grave obesità. 

La chirurgia bariatrica

«Per i grandi obesi, la chirurgia bariatrica è l’unico approccio che permette di raggiungere degli effettivi risultati, ovvero una perdita di peso corporeo di oltre il 50% del totale dell’eccesso ponderale e il mantenimento di questo risultato nel tempo», spiega, a Sanità Informaione, il professore Marco Antonio Zappa, presidente della Sicob, la Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità.

Chi sono i grandi obesi

«Tuttavia, non tutti i pazienti possono essere sottoposti a chirurgia bariatrica  – continua Zappa -. Secondo le linee guida questa tipologia di intervento deve essere riservato a coloro che hanno un BMI (acronimo di Body Mass Index – Indice di Massa Corporea) pari o superiore a 35 e che presentino comorbidità (coesistenza di più patologie, ndr). In assenza di altre malattie, oltre all’obesità stessa, l’indice di massa corporea deve essere superiore a 40 BMI».

Le tipologie di chirurgia bariatrica

«Gli interventi di chirurgia bariatrica possono essere restrittivi, malassorbitivi o misti (ovvero comprendere contemporaneamente sia l’intervento restrittivo che malassorbitivo)», aggiunge lo specialista. Prima di accedere alla sala operatoria il paziente, pur avendo un BMI adeguato, dovrà seguire uno specifico percorso preliminare. «Un team multidisciplinare, costituito da psicologo del comportamento alimentare, nutrizionista, anestesista, gastroenterologo, chirurgo, sottoporrà il paziente candidato alla chirurgia bariatrica a test ed esami per valutarne l’idoneità. In presenza di importanti problematiche psicologiche il paziente sarà invitato a seguire un percorso psicologico, al termine del quale sarà rivalutata la sua idoneità all’intervento. Lo stesso team multidisciplinare seguirà il paziente anche dopo la chirurgia, per assicurarsi che mantenga i risultati ottenuti nel tempo», dice lo specialista.

I rischi della chirurgia bariatrica

«La chirurgia del colon in Italia determina un rischio di mortalità a 30 giorni dall’intervento del 6-7%, la colicistectomia dello 0,5%, la chirurgia bariatrica dello 0,08%. Tuttavia, il paziente obeso è, anche fuori dalla sala operatoria, tra i soggetti più a rischio in assoluto per le numerose complicanze che possono derivare dalla stessa obesità, come patologie cardiovascolari e diabete. Da non trascurare nemmeno la relazione con le malattie oncologiche: se nel mondo non esistessero gli obesi il tasso di tumori  nell’uomo calerebbe dell’11,5%, nella donna del 13,5% In altre parole – conclude Zappa -, i grandi obesi sono a rischio di morte ed è proprio la chirurgia bariatrica ad offrir loro una chance di sopravvivenza».

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità

Carcinoma ovarico avanzato, intesa sul Fondo NGS: un passo verso un accesso più equo alla diagnostica molecolare

La Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sui criteri di riparto e sulle modalità di monitoraggio delle risorse destinate ai test di profilazione genomica nel carcinoma sieroso di a...
di Redazione
Salute

Parkinson, le lacrime “raccontano” la salute del cervello: un sensore hi-tech potrebbe anticiparne la diagnosi

Un sensore elettrochimico grande quanto un francobollo, che misura la dopamina nelle lacrime con elevata precisione, potrebbe aprire la strada ad esami non invasivi per alcune malattie neurologiche
di Isabella Faggiano
One Health

Caldo record, cresce il rischio di infezioni da Vibrio: l’ECDC aggiorna la mappa delle acque a rischio

Le temperature elevate favoriscono la proliferazione dei batteri Vibrio nelle acque costiere europee. ECDC lancia una nuova versione del Vibrio Viewer, lo strumento che monitora in tempo quasi reale l...
di Redazione
Salute

Morte cardiaca improvvisa, l’AI “studia” l’ECG e individua con maggiore precisione le persone a rischio

Lo studio, pubblicato su Nature, apre la strada a una selezione più accurata dei pazienti candidati ai defibrillatori impiantabili e potrebbe cambiare l'approccio alla prevenzione di una delle ...
di Isabella Faggiano