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Malattie e terapie 26 Gennaio 2024

Mal di gola: virale o batterico? Ecco come riconoscerlo

In sette casi su 10 è causato da una faringite di origine virale, nel restante 30% è di origine batterica. Reale (pediatra): “Purtroppo non è così riconoscibile una tonsillite da streptococco da una forma virale: qualche piccola differenza c’è, ma solo un occhio esperto di un pediatra può trovarla”

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Il mal di gola, definito come un dolore dovuto a un’infiammazione che coinvolge la faringe e le tonsille, è molto frequente in età pediatrica. Pur essendo una delle malattie più comuni della stagione fredda, non è provocato dal freddo, piuttosto dai bruschi sbalzi di temperatura: il passaggio da ambienti freddi a caldi altera la mucosa della bocca, favorendo l’impianto e la replicazione di virus e di germi. Per la cura del mal di gola, di solito, ci si rivolge al pediatra, solo nei rari casi più gravi o complicati potrà essere richiesta una consulenza dello specialista otorino.

Mal di gola, virale o batterico?

In sette casi su 10 è causato da una faringite di origine virale, nel restante 30% è di origine batterica. La faringite virale è causata solitamente da virus influenzali, parainfluenzali e da rinovirus: in genere si risolve in 3-5 giorni. Questa tipologia di mal di gola da virus si accompagna ad altri sintomi come il raffreddore, la congiuntivite, la raucedine o la diarrea. In caso di placche alla gola non bisogna dare al bambino l’antibiotico senza aver prima fatto il tampone faringeo per lo streptococco. La faringite batterica normalmente passa in 5-10 giorni a seguito di terapia antibiotica.

Mal di gola da streptococco

“Da circa un mese e mezzo è in corso una piccola epidemia: tutto normale e questa ricorrenza è aspettata e quindi non c’è nulla di allarmante – assicura Antonino Reale, pediatra dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, nella rubrica ‘Pillole di Salute Malattie dalla A alla Z’ a cura dello stesso ospedale -. Di norma, in corso di epidemia, quando vi è una faringo-tonsillite con febbre elevata ed altri sintomi è corretto pensare allo streptococco beta emolitico del gruppo A. Purtroppo, non è così riconoscibile una tonsillite da streptococco da una forma virale: qualche piccola differenza c’è, ma solo un occhio esperto di un pediatra può trovarla”.

Il tampone: quando e come farlo

In caso di sospetto streptococco è corretto fare un tampone, ma è necessario che il tampone venga fatto bene, per evitare falsi negativi. “Non deve essere eseguito dai genitori, ma da operatori sanitari, strusciando il tampone sulle tonsille e sul palato. Esistono due tipi di tampone: quello rapido che ha un’attendibilità dell’ 85% e quello con cultura con una sensibilità superiore, del 90-95%. Quest’ultimo necessita di 3-4 giorni per i risultati, per questo di norma si preferisce il rapido”, spiega il pediatra

Il trattamento

“La terapia è molto semplice: al bambino viene prescritta l’amoxicillina  tre volte al giorno, per 10 giorni, salvo allergie, in presenza delle quali la terapia potrà essere modificata. Prima si inizia il trattamento, meglio è. La trasmissione avviene attraverso la tosse e il contatto con soggetti affetti, per questo la prevenzione si basa sull’allontanamento sociale del paziente affetto, lavaggio delle mani e se in una classe ci sono tanti casi – conclude il dottor Reale – è consigliato anche l’uso della mascherina”.

 

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