Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Gravidanza e Maternità 27 Settembre 2022

Infertilità: ipotiroidismo e tiroidite nemici della gravidanza, ma non imbattibili

Negro (AME): «Le patologie della tiroide colpiscono fino al 10% della popolazione femminile in età fertile ed quindi è importante che chiunque desideri una gravidanza concepita spontaneamente, piuttosto che tramite fecondazione assistita, controlli la funzionalità della sua tiroide»

In Italia il 15% delle coppie che desidera mettere al mondo un figlio incontra uno o più ostacoli legati all’infertilità, che può dipendere in ugual misura sia dalla donna che dall’uomo. Tra le cause di infertilità femminile, oltre all’età materna talvolta troppo avanzata, ci sono numerose malattie, molte delle quali prevenibili e facilmente curabili, soprattutto se affrontate tempestivamente. Tra queste spiccano le patologie della tiroide, uno degli argomenti al centro del Thyroid Update 2022, una due giorni dedicata alle patologie della tiroide, dalla diagnosi ai trattamenti promossa dall’Ame, l’Associazione Medici Endocrinologi.

Tiroide e infertilità: le principali patologie

«L’ipotiroidismo è, senza dubbio, una frequente causa di infertilità – spiega ai microfoni di Sanità Informazione, Roberto Negro, esperto AME di tiroide e fertilità -. Più la patologia è grave e minori saranno le possibilità di una donna di rimanere incinta in modo naturale, senza prima sottoporsi ai trattamenti più adeguati al caso specifico». Una seconda possibile causa di infertilità, sempre restando nell’ambito dei disturbi tiroidei, è la tiroidite cronica autoimmune. «Nota anche come tiroidite di Hashimoto, la tiroidite cronica autoimmune – dice lo specialista – è dovuta ad un’alterazione del sistema immunitario. L’organismo di chi ne è affetto produce degli auto-anticorpi che colpiscono alcuni costituenti delle cellule tiroidee. Che sia per una predisposizione genetica individuale, poiché le tiroiditi autoimmuni compaiono spesso in soggetti che hanno familiari con la stessa patologia, o dovuta ad altri fattori ambientali, ancora non totalmente noti, questo attacco auto-immune si presenta come una condizione cronica».

I sintomi invisibili

Le patologie della tiroide sono generalmente molto diffuse. «Colpiscono fino al 10% della popolazione femminile in età fertile ed quindi è importante che chiunque desideri una gravidanza concepita spontaneamente, piuttosto che tramite fecondazione assistita, abbia conoscenza di qual è la funzione della sua tiroide». Soprattutto, mai illudersi che all’assenza di disturbi corrisponda anche un’assenza di patologia: «Non ci sono sintomi caratteristici che possano mettere in allarme ed indurre una persona a rivolgersi ad uno specialista – sottolinea Negro -. Spesso, le disfunzioni della tiroide possono essere molto lievi, cosiddette subcliniche. È il caso, ad esempio, delle donne portatrici di tiroidite cronica autoimmune: la funziona della tiroide appare regolare, ma l’organismo produce ugualmente autoanticorpi tiroide».

Funzionalità tiroide: ecco gli esami a cui sottoporsi

Per accertare che la propria tiroide funzioni nel modo adeguato è sufficiente un prelievo di sangue. «Sono sostanzialmente due i valori da esaminare: il TSH, ovvero l’ormone che regola la funzione della tiroide, e gli anticorpi anti-perossidasi tiroidea (anti-TPO). Se il TSH è nella norma vuol dire che la tiroide funziona regolarmente, se al di sopra della norma, invece, significa che la tiroide funziona poco e che la paziente è affetta da ipotiroidismo. La presenza di anticorpi anti-perossidasi, invece, sono sintomatici di una forma di malattia autoimmune».

Le terapie

Per la cura delle patologie della tiroide non ci sono farmaci “innovativi”, ma i “vecchi” rimedi sono di sicura efficacia. «La regola numero uno è sottoporsi a controlli regolari che possano accertare la funzionalità tiroidea, attraverso la valutazione dei livelli di TSH – suggerisce Negro -. La presenza di un ipotiroidismo, anche lieve e soprattutto ai fini di una gravidanza, deve sempre essere trattato con la terapia sostitutiva a base di levotiroxina, un ormone sintetico capace di normalizzare i valori del TSH e quindi garantire un normale funzionamento della tiroide. Un trattamento di questo tipo è in grado di assicurare alla paziente sia una gravidanza naturale, laddove ce ne siano le condizioni, che una procreazione medicalmente assistita, esattamente come qualsiasi altra donna che non abbia alcun problema legato alla tiroide».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

“Il caregiver non è un visitatore”: dal Garante una Raccomandazione per garantire l’accesso alle cure alle persone con disabilità

L'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità chiede regole uniformi in tutta Italia per riconoscere il ruolo del caregiver durante ricoveri, visite ed esami
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Oncologia, il 92% degli specialisti utilizza l’accesso precoce alle terapie. AIOM: “Serve meno burocrazia”

La survey AIOM presentata alla Conferenza Nazionale: migliora la conoscenza degli strumenti di early access, ma persistono difficoltà procedurali e amministrative. Gli specialisti chiedono perc...
di Redazione
One Health

Microplastiche, nasce l’alleanza tra Plastic Free e CNR: ricerca e cittadini insieme contro una delle emergenze ambientali più insidiose

Siglato un accordo di collaborazione per rafforzare studio, divulgazione e partecipazione civica nella lotta all'inquinamento da plastica. Al centro dell'intesa anche il tema delle microplastiche e de...
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Disabilità, dal progetto di vita all’intelligenza artificiale: ecco cosa cambia con il nuovo Piano di Azione

Speziale (Anffas): "Si passa da un approccio basato sulla protezione e sull'assistenza a un sistema fondato sui diritti umani e sulla centralità della persona"
di Isabella Faggiano
One Health

Intelligenza artificiale, l’Onu lancia l’allarme: “Entro il 2030 i data center consumeranno quanto interi Paesi”

Entro il 2030 i data center che alimentano l'intelligenza artificiale potrebbero consumare quasi il triplo dell'elettricità utilizzata oggi. Un rapporto dell'Università delle Nazioni Uni...
di Isabella Faggiano