Salute 22 Aprile 2025 11:28

Scuola: DSGA sull’orlo di una crisi di nervi, 2 su 3 valutano di cambiare lavoro

Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) delle scuole italiane lavorano a ritmi insostenibili, con gravi ripercussioni sulla salute mentale, sull’equilibrio personale e sulla qualità del lavoro. Lo rivela un report della LUMSA
Scuola: DSGA sull’orlo di una crisi di nervi, 2 su 3 valutano di cambiare lavoro

I Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) delle scuole italiane lavorano a ritmi insostenibili, con gravi ripercussioni sulla salute mentale, sull’equilibrio personale e sulla qualità del lavoro. È quanto emerge da un report realizzato dal Dipartimento Scienze Umane, Comunicazione, Formazione e Psicologia dell’Università LUMSA su incarico dell’ANQUAP (Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche). L’indagine su oltre 2.000 DSGA, curata da Caterina Fiorilli (ordinario di psicologia dello sviluppo all’Università LUMSA) e da Ilaria Buonomo (ricercatrice in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni all’Università LUMSA), restituisce la fotografia di una categoria professionale ormai allo stremo: l’85% lavora quotidianamente a ritmi molto elevati.

Il 68% dei DSGA dichiara disagio emotivo

Il 99% gestisce compiti che richiedono attenzione costante e un “problem solving” continuo, spesso in solitudine. L’83% è in tensione permanente per le responsabilità e le decisioni complesse che ricadono sul loro ruolo. Il carico emotivo è particolarmente alto: oltre l’80% del campione percepisce il lavoro come stancante sul piano emotivo, mentre il 68% dichiara disagio emotivo legato a frustrazione, rabbia e ansia. Il 52% mostra chiari sintomi di burnout, con perdita di motivazione e coinvolgimento. L’engagement professionale è in forte crisi: oltre la metà dei DSGA ha smesso di provare entusiasmo per il proprio lavoro e non si sente più parte attiva del sistema scolastico.

Più di 1 DSGA su 2 manifesta stress acuto

Le conseguenze si riflettono anche sulla vita privata e sulla salute fisica. Per il 54% dei DSGA il lavoro esaurisce le energie personali, mentre il 51% afferma che il tempo dedicato al lavoro ha un effetto negativo sulla propria vita privata. Il 57% soffre di disturbi del sonno e tra chi manifesta stress acuto le donne rappresentano il 68%, il doppio degli uomini. Questi sintomi, se trascurati, aumentano il rischio di problemi cardiovascolari, abbassano le difese immunitarie e possono condurre a depressione, come evidenziato in diversi studi sulle conseguenze dello stress lavorativo cronico.

I ruoli di leadership intermedia sono associati a un maggior rischio di burnout

A peggiorare il quadro complessivo i dati sulla motivazione e il coinvolgimento verso il proprio lavoro. Solo il 4% consiglierebbe questo lavoro ad altri. Il 66% sta valutando di cambiare mestiere. Il 97% ritiene la retribuzione inadeguata. Questi dati sono in linea con quanto riportato dalla letteratura sui ruoli di leadership intermedia, cioè quelle posizioni che si trovano tra la direzione strategica e l’attività quotidiana. Si tratta di ruoli con molte responsabilità gestionali, ma con poca autonomia decisionale, una combinazione che comporta spesso relazioni complesse e un forte carico di mediazione, elementi associati a maggiori livelli di stress e rischio di burnout.

Necessario promuovere un’organizzazione del lavoro più sostenibile

I risultati dell’indagine evidenziano l’urgenza di un intervento da parte dell’amministrazione centrale, volto a monitorare sistematicamente i livelli di stress lavoro-correlato e a promuovere un’organizzazione più sostenibile, attenta ai carichi, ai ritmi e ai riconoscimenti professionali. È necessario valorizzare in modo concreto il ruolo dei DSGA, figura strategica ma spesso sottovalutata nel funzionamento quotidiano delle istituzioni scolastiche.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

FAVO e UNIAMO: “Il diritto alla cura non può dipendere dal bilancio”

Le due Federazioni, a nome di milioni di persone con tumore e malattie rare, richiamano Governo e Parlamento ai principi dell’articolo 32 e alle strategie UE: sostenibilità sì, ma ...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy 2030

SLA: “La fragilità non può essere lasciata ai margini”. Le priorità di AISLA per una cura equa e continua

Assistenza domiciliare qualificata, sostegno ai caregiver, cure palliative precoci ed equità tra territori: Fulvia Massimelli, presidente nazionale AISLA, traccia la rotta per Advocacy 2030
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Salute

Giornata Mondiale dell’Abbraccio: quando il contatto cura più di quanto immaginiamo

Studi neuroscientifici e psicologici rivelano come l’abbraccio attivi ossitocina, riduca cortisolo e rafforzi le difese immunitarie, offrendo una risposta concreta all’isolamento emotivo d...
di Arnaldo Iodice