Salute 16 Marzo 2026 11:22

Scompenso cardiaco, dagli Usa a Ostia i defibrillatori hi-tech impiantabili che prevengono la malattia

I nuovi defibrillatori impiantabili dotati di algoritmi predittivi rappresentano una svolta nella gestione dell’insufficienza cardiaca. All’ospedale Grassi di Ostia, il telemonitoraggio dei pazienti diventa proattivo e personalizzato, riducendo ospedalizzazioni e rischi acuti

di Redazione
Scompenso cardiaco, dagli Usa a Ostia i defibrillatori hi-tech impiantabili che prevengono la malattia

A Ostia l’innovazione cardiologica ha trovato un punto di riferimento internazionale. All’ospedale Grassi, infatti, dal 2019 si utilizzano defibrillatori impiantabili con algoritmi predittivi integrati, capaci di intercettare fino a un mese prima eventuali peggioramenti clinici nei pazienti con insufficienza cardiaca. Tra questi spicca “HeartLogic”, nato negli Stati Uniti e primo sistema in grado di combinare più parametri fisiologici – dai toni cardiaci alla frequenza respiratoria, dall’attività fisica all’impedenza toracica – per generare un alert tempestivo e mirato. Al Grassi sono attivi anche sistemi analoghi che permettono di monitorare oltre 80 pazienti con un approccio predittivo unico. “La forza di questi algoritmi non è solo nella raccolta dei dati, ma nella capacità di prevedere con precisione gli episodi acuti – spiega Luca Santini – dirigente medico della Cardiologia e principale ricercatore -. Possiamo così intervenire prima che si manifestino eventi clinici importanti, adattando la terapia o riprogrammando il dispositivo”.

Dal telemonitoraggio del dispositivo a quello del paziente

Il telemonitoraggio oggi non si limita più a controllare il funzionamento del defibrillatore. “Parliamo di un vero e proprio telemonitoraggio del paziente – prosegue Santini -. I dispositivi moderni diventano sensori clinici che rilevano continuamente le variazioni dello stato di compenso cardiaco, consentendo un’assistenza predittiva e proattiva“. Quando l’algoritmo segnala un’anomalia, tecnici e infermieri revisionano i dati e, se necessario, il cardiologo può contattare il paziente via telefono, app, televisita o visita in presenza per intervenire tempestivamente.

Impatto sulla gestione clinica e sui costi sanitari

L’insufficienza cardiaca colpisce tra l’1 e il 2% della popolazione, ma fino al 10% degli over 70. È tra le principali cause di accessi ripetuti al pronto soccorso e ospedalizzazioni, con tassi a 30 giorni fino al 25% e mortalità annua superiore al 30%. Grazie agli algoritmi multiparametrici, gli accessi urgenti possono essere ridotti e le risorse concentrate sui pazienti a rischio più alto. “Questi sistemi non sostituiscono il medico – chiarisce Santini – ma lo supportano, fornendo uno strumento di prevenzione efficace. L’intelligenza artificiale, integrata in percorsi clinici strutturati come il nostro, trasforma il monitoraggio da reattivo a proattivo”. Anticipare un problema significa spesso prevenire un evento grave e migliorare la qualità di vita del paziente. Con la crescente diffusione di dispositivi impiantabili e software intelligenti, l’era del “telemonitoraggio predittivo” è ormai realtà. I pazienti con insufficienza cardiaca possono così ricevere un’assistenza continua e personalizzata, con minori ospedalizzazioni e un monitoraggio costante che riduce i rischi clinici.

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