Sanità 22 Giugno 2017 12:19

Nuove professioni socio-sanitarie. Lenzi (Pd): «Riconoscimento di un settore finora trascurato»

«Figure professionali come operatori socio-sanitari, educatori professionali e assistenti sociali finalmente con diritto di cittadinanza all’interno del nostro sistema sanitario» parola di Donata Lenzi, capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali

«Finalmente un riconoscimento ufficiale per alcune professioni finora trascurate». Lo dichiara Donata Lenzi, Capogruppo del Pd in Commissione Affari Sociali alla Camera, all’indomani dell’approvazione dell’emendamento (di cui Lenzi è prima firmataria), che prevede l’istituzione dell’area delle professioni sociosanitarie, al Ddl Lorenzin. Ai microfoni di Sanità Informazione l’Onorevole ha spiegato i motivi che stanno alla base di questo emendamento e gli obiettivi che intende raggiungere.

Lei è firmataria dell’emendamento che riordina le professioni esistenti e riconosce quelle finora non ufficiali. Delineati questi nuovi profili professionali, cosa cambierà per le professioni e cosa cambierà per gli Ordini?

«Finalmente un riconoscimento ufficiale per alcune professioni dell’area socio-sanitaria. È molto importante perché la sanità tende sempre al suo interno a privilegiare la parte medica, la parte ‘di cura’, chiamiamola così, piuttosto che il punto dell’integrazione con il sociale. Basta pensare a tutto l’ambito della non autosufficienza o degli interventi verso l’infanzia: figure professionali come gli Operatori Socio Sanitari (OSS) piuttosto che gli educatori professionali e gli assistenti sociali hanno pieno diritto di cittadinanza all’interno del nostro sistema sanitario. Tengo a chiarire che non si tratta di nuovi ordini, perché questi vengono trattati in un’altra parte del Ddl Lorenzin, quindi non andiamo ad aumentare gli ordini professionali, si tratta del riconoscimento di un settore».

Per quanto riguarda l’iter didattico, la formazione, quali sono le linee direttive?

«Tutto l’ambito della formazione va sempre concertato con il Ministero dell’Istruzione e con accordi in Conferenza Stato-Regioni, quindi sarà demandato a loro. Si tratta comunque di professioni, salvo gli OSS, che hanno già una loro regolamentazione».

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