Lettera aperta ai direttori di ASST e IRCCS: non applicare la delibera regionale XII/4986. Secondo i firmatari rischia di favorire la sanità privata, allungare le liste d’attesa e penalizzare i cittadini più fragili
Ventisette organizzazioni della società civile hanno lanciato un appello ai Direttori generali delle ASST e degli IRCCS della Lombardia affinché non applichino la delibera regionale sulla sanità n° XII/4986 del 15 settembre 2025. In una lettera aperta inviata via PEC, i firmatari denunciano il rischio di una progressiva privatizzazione del sistema sanitario pubblico. “Non applicate la delibera regionale sulla sanità, la n° XII/4986, 15 settembre 2025, che di fatto istituisce la super-intramoenia, con una ulteriore scalata a forme privatistiche di sanità, che si abbatterebbe sulle fasce più fragili della popolazione”.
L’iniziativa nasce dalla preoccupazione che il provvedimento possa compromettere il diritto universale alla salute, introducendo nuove modalità di accesso alle prestazioni basate sulla capacità di pagamento o sulla disponibilità di coperture assicurative.
Il rischio di una sanità a due velocità
Secondo le organizzazioni promotrici, la delibera regionale aprirebbe alla sperimentazione di convenzioni tra sanità pubblica e sanità integrativa (come mutue, assicurazioni e fondi sanitari) ampliando le prestazioni a pagamento in regime di libera professione per gli operatori sanitari pubblici. Una misura che, sostengono i firmatari, favorirebbe chi dispone di polizze sanitarie o di strumenti di welfare aziendale, escludendo invece le fasce economicamente più fragili della popolazione.
In questo modo si introdurrebbe di fatto un sistema “salta la fila” anche nel pubblico, con il rischio di aggravare le disuguaglianze nell’accesso alle cure e di contribuire ulteriormente all’allungamento delle liste d’attesa. Per questo i promotori parlano esplicitamente di “una sorta di disobbedienza civile, una obiezione di diritto quello che chiediamo – hanno scritto i 27 firmatari – perché con la delibera in questione si mette ulteriormente a rischio l’accesso universalistico alla sanità da parte delle persone”.
Le criticità per il lavoro sanitario e per i livelli essenziali di assistenza
Un altro nodo centrale riguarda l’impatto organizzativo della cosiddetta “super-intramoenia”. I firmatari sottolineano che l’introduzione di una ulteriore attività libero-professionale (ALPI), aggiuntiva a quella già esistente, potrebbe portare al superamento del limite del 50% dell’orario complessivo dedicato alla libera professione rispetto all’attività istituzionale. “L’introduzione di una ulteriore libera professione (ALPI), aggiuntiva a quella esistente, rischia di far superare i limiti del 50% di orario complessivamente dedicato alla intramoenia rispetto alla attività sanitaria istituzionale – hanno specificato i firmatari – aggravando il carico di lavoro per gli operatori sanitari”.
Inoltre, poiché la misura si applicherebbe anche ai ricoveri e non soltanto alle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche, secondo le organizzazioni firmatarie si rafforzerebbe il ruolo sostitutivo dei fondi sanitari rispetto al servizio pubblico, mettendo in discussione la capacità del sistema di garantire a tutti i cittadini i Livelli Essenziali di Assistenza. Tra i firmatari figurano associazioni civiche, movimenti sociali, organizzazioni politiche e rappresentanti istituzionali locali impegnati nella difesa della sanità pubblica.
Le 27 associazioni
Di seguito l’elenco delle associazioni firmatarie della lettera ai Direttori Generali ASST e IRCCS:
Coordinamento Lombardo Sportelli Salute, Medicina Democratica, Arci, Partito della Rifondazione Comunista, Avanti PSI Milano, Partito Comunista Italiano, Associazione Naga Milano, Comitato per la Sanità Pubblica del Municipio 9, Cooperativa Labriola Milano, Centro Culturale Emilio Caldara, Attac Italia, Comitato per il ritiro di ogni autonomia differenziata, Movimento Consumatori, CARC, Associazione Gaia Milano, Associazione Milano in Salute, Coordinamento Comitati Salute Rhodense, Forum per il diritto alla salute, Coordinamento contro la guerra e il riarmo Milano Sud, CASP Bergamo, Movimento Milano Civica, Associazione la Nostra Voce Conta; Casa del Volontariato di Legnano, Simone Zambelli Assessore alla Salute Municipio 8, Anita Pirovano Presidente Municipio 9 Milano, Associazione Aiutiamoli Legnano, Associazione Pari&Dispari Legnano.
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