Salute 29 Agosto 2023 09:00

Trovate le microplastiche anche nei tessuti del cuore umano

Trovate le microplastiche anche nei tessuti del cuore umano. Possono accumularsi e resistere ma gli effetti sono sconosciuti
Trovate le microplastiche anche nei tessuti del cuore umano

Gli scienziati trovano le microplastiche ovunque le cerchino: cibo, acqua, aria e alcune parti del corpo umano, compreso, ed è questa l’ultima scoperta, nei tessuti del cuore. Ora, in uno studio pilota su persone che hanno subito un intervento chirurgico al cuore, i ricercatori dell’Environmental Science & Technology dell’American Chemical Society riferiscono di aver trovato microplastiche in molti tessuti cardiaci e le microplastiche sarebbero state introdotte, in modo inaspettato, durante le procedure chirurgiche cardiache.

Il metodo di studio

Le microplastiche sono frammenti di plastica larghi meno di 5 millimetri o delle dimensioni di una gomma da matita. La ricerca finanziata dalla National Natural Science Foundation of China e dalla Beijing Natural Science Foundation ha analizzato i tessuti di 15 pazienti sottoposti a interventi al cuore andando a considerare in un esperimento pilota i campioni provenienti da differenti sezioni dell’organo, valutando in alcuni casi anche il sangue venoso prelevato prima e dopo l’operazione. Il team ha analizzato i campioni con imaging laser a infrarossi diretti e ha identificato particelle costituite da otto tipi di plastica, tra cui polietilene tereftalato, cloruro di polivinile e poli (metilmetacrilato). Questa tecnica ha rilevato decine di migliaia di singoli pezzi di microplastica nella maggior parte dei campioni di tessuto, sebbene le quantità e i materiali variassero tra i partecipanti. Tutti i campioni di sangue contenevano anche particelle di plastica, ma dopo l’intervento chirurgico la loro dimensione media è diminuita e le particelle provenivano da tipi di plastica più diversi.

Scopri se l’Aria che respiri è Pulita

Scopri se puoi aderire all’Azione Legale Collettiva e unisciti a noi. Ti aiutiamo a ottenere un risarcimento per gli anni in cui hai vissuto in città inquinate.

Il futuro della ricerca sulle microplastiche

Sebbene lo studio abbia avuto un numero limitato di partecipanti, i ricercatori affermano di aver fornito prove preliminari che varie microplastiche possono accumularsi e persistere nel cuore e nei suoi tessuti più interni. Ed aggiungono che i risultati mostrano come «le procedure mediche invasive siano una via trascurata di esposizione alle microplastiche, fornendo un accesso diretto al flusso sanguigno e ai tessuti interni». Ora però  sono necessari ulteriori studi per comprendere appieno gli effetti delle microplastiche sul sistema cardiovascolare di una persona e la loro prognosi dopo un intervento chirurgico al cuore, concludono i ricercatori.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Malattie rare, dalla rete nazionale all’Europa: le sfide ancora aperte per diagnosi e cure

L’attuazione del Piano nazionale malattie rare procede, ma restano criticità su diagnosi precoce, accesso ai farmaci orfani e uniformità dei percorsi assistenziali. Il punto di Ann...
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.