Salute 6 Maggio 2025 10:30

Salute mentale, è peggiore tra i giovani che trascorrono più tempo sui social

I risultati dello studio: i ragazzi affetti da alcuni problemi di salute mentale trascorrono circa 50 minuti in più al giorno sui social media
Salute mentale, è peggiore tra i giovani che trascorrono più tempo sui social

Il tempo che un giovane trascorre sui social potrebbe essere un indicatore del suo stato di salute mentale. Questo perché, stando ai risultati di un nuovo studio pubblicato su Nature Human Behaviour, gli adolescenti che soffrono di un qualche disturbo mentale sono soliti utilizzare di più i social dei loro coetanei e la loro vita reale appare maggiormente influenzata da quella virtuale. La ricerca in questione ha valutato che i ragazzi affetti da alcuni problemi di salute  mentale, come disturbi del sonno, d’ansia e depressivi (tutti misurati con valutazioni di livello clinico), tendono a trascorrere più tempo, circa 50 minuti in più al giorno, sui social media, rispetto a chi non ha alcun disturbo.

Che legame c’è tra l’uso dei social e la salute mentale

“Il legame tra l’uso dei social media e la salute mentale dei  giovani è molto dibattuto, ma quasi nessuno studio esamina i  giovani che stanno già lottando con sintomi di salute mentale di  livello clinico – sottolinea Luisa Fassi, autrice principale della ricerca – . Il nostro studio dimostra che i giovani con problemi di salute mentale utilizzano i social media in modo diverso rispetto ai giovani senza problemi. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che le condizioni di salute mentale influenzano il modo in  cui gli adolescenti interagiscono con le piattaforme online, o forse l’uso dei social media contribuisce ai loro sintomi. In questa fase, non possiamo dire quale delle due cose venga prima, ma solo che queste differenze esistono”, spiega Fassi.

L’esperienza con i social è negativa per molti

Oltre al maggior tempo trascorso sui social, emerge che per i giovani con una condizione di salute mentale diagnosticabile l’esperienza con i social media è negativa, con una maggiore insoddisfazione ad esempio per il numero di amici online rispetto alle relazioni di persona. Lo studio è stato condotto dall’Università di Cambridge ed ha analizzato i dati di un’indagine su 3.340 adolescenti del Regno Unito di età compresa tra gli 11 e i 19 anni. I giovani con disturbi o disagi mentali hanno maggiori probabilità di confrontarsi con gli altri sui social piuttosto che in dal vivo, di avere mancanza di autocontrollo sul tempo trascorso sulle piattaforme e di subire cambiamenti di umore a causa dei like e dei commenti ricevuti.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti