Salute 16 Aprile 2025 12:24

Mutilazioni genitali femminili, Oms: “230 milioni di vittime nel mondo tra donne e ragazze”

In uno studio a cura dell'Oms e delle Nazioni Unite una revisione sistematica di tutte le prove esistenti sull'associazione tra MGF e una serie di complicanze di salute delle donne
Mutilazioni genitali femminili, Oms: “230 milioni di vittime nel mondo tra  donne e ragazze”

Sono circa 230 milioni, tra donne e ragazze, le vittime di mutilazioni genitali femminili (MGF). Si tratta di una pratica dannosa, associata ad un aumento del rischio di complicanze di salute a breve e lungo termine. “Comprendere le complicazioni di salute è importante per garantire un’assistenza di alta qualità alle donne e alle ragazze già colpite e per sostenere la prevenzione di questa pratica”. A dirlo sono gli autori di uno studio a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal programma delle Nazioni Unite sulla salute sessuale e riproduttiva pubblicato su Bmc Public Health. I ricercatori hanno condotto questa analisi con l’obiettivo di “condurre una revisione sistematica e una meta-analisi di tutte le prove esistenti sull’associazione tra MGF e una serie di complicanze di salute”, pubblicate tra febbraio 2009 e dicembre 2022. I ricercatori hanno identificato studi che hanno messo a confronto donne con vari tipi di MGF e quelle senza, valutando sei complicanze di salute: ostetriche, neonatali, ginecologiche, urologiche, sessuali e mentali.

Le conseguenze per la salute delle MGF

In tutto sono stati analizzati i dati di 78 studi, la maggior parte condotti in paesi ad alta prevalenza di MGF. “Tra le donne e le ragazze che vivono con MGF rispetto a quelle senza – scrivono gli autori – abbiamo riscontrato un aumento del rischio di complicanze ostetriche, tra cui travaglio prolungato/ostruito, lacerazioni ostetriche, parto cesareo, emorragia postpartum, episiotomia, sofferenza fetale, degenza ospedaliera materna prolungata, asfissia neonatale e natimortali/morte neonatale”. Ancora “complicanze ginecologiche, tra cui danni ai tessuti genitali, infezioni del tratto genito-urinario e difficoltà mestruali. Complicanze urologiche, tra cui infezioni del tratto urinario e difficoltà a urinare. Complicazioni sessuali tra cui dispareunia e disfunzione sessuale e complicazioni di salute mentale tra cui depressione o ansia e disturbo somatoforme”.

Rafforzare i SSN per fornire un’assistenza di qualità alle donne

“Questo studio dipinge un quadro devastante delle molteplici implicazioni sanitarie delle mutilazioni genitali femminili – afferma Pascale Allotey, direttrice del dipartimento dedicato  alla Salute sessuale e riproduttiva dell’Oms -. C’è bisogno di garantire un’assistenza sanitaria tempestiva e di alta qualità per i sopravvissuti, di coinvolgere le comunità nelle iniziative di prevenzione e garantire che le famiglie siano consapevoli degli effetti dannosi delle mutilazioni genitali, insieme a un serio impegno politico per fermare la pratica ed educare e responsabilizzare donne e ragazze”.
Sulla base dei risultati ottenuti i ricercatori sostengono che la loro analisi confermi gli esiti delle “ricerche precedenti che hanno trovato un’associazione tra le MGF e una serie di complicazioni di salute nel corso della vita. Ciò richiede il rafforzamento dei sistemi sanitari per fornire un’assistenza di alta qualità alle donne e alle ragazze a rischio o colpite da MGF e la garanzia che i servizi di prevenzione e cura delle MGF siano inclusi nei pacchetti di servizi sanitari essenziali”, concludono gli autori dello studio.

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti