Salute 13 Giugno 2024 12:19

Long Covid, ecco cos’è: formulata la definizione dall’Accademia Nazionale delle Scienze Usa

La definizione, ora, dovrebbe essere adottata da tutte le agenzie ed istituzioni sanitarie per semplificare la diagnosi, che ha spesso forti ricadute sulla vita economica e sociale e la salute dei pazienti
Long Covid, ecco cos’è: formulata la definizione dall’Accademia Nazionale delle Scienze Usa

“Una condizione cronica relativa all’infezione con il virus del Covid presente per almeno tre mesi in forma continua o alternata, tra remissione e ritorno dei sintomi, o come malattia progressiva che affligge uno o più organi”. È questa la definizione di long Covid messa a punto dalla prestigiosa Accademia nazionale delle scienze Usa, dopo anni di test, analisi e dibattiti sull’argomento. Definizione che, ora, dovrebbe essere adottata da tutte le agenzie ed istituzioni sanitarie per semplificare la diagnosi, che ha spesso forti ricadute sulla vita economica e sociale e la salute dei pazienti.

L’Accademia non specifica i sintomi necessari alla diagnosi, in quanto ne sono stati elencati oltre 200, e la nuova definizione non richiede la conferma di alcun test di laboratorio, né  prove dell’infezione iniziale. La conclusione raggiunta dagli esperti viene dall’elaborazione delle informazioni raccolte da più di 1.300 esperti di diverse discipline mediche, psicologiche e dai pazienti stessi. Il rapporto dell’Accademia era stato richiesto dal dipartimento apposito del ministero della salute statunitense.

Sino ad ora ogni agenzia e istituzione sanitaria americana (come i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, la Food and drug administration e il National Institute of health) opera sulla base di una diversa definizione di cosa sia il long Covid, creando confusione nel trattamento dei malati. Se la nuova definizione verrà approvata dagli Stati Usa e a livello federale come si prevede, per i pazienti di apriranno una serie di benefici in termini di copertura sanitaria, richieste di invalidità, accesso a cure mediche più veloci e appropriate.

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti