Salute 5 Maggio 2025 12:59

Ipertensione, diabete e Hiv: “Gli uomini sono più a rischio delle donne”

I ricercatori hanno raccolto dati sanitari globali relativi all’esposizione ad un fattore di rischio, allo sviluppo della condizione, alla diagnosi, al trattamento e alla morte
Ipertensione, diabete e Hiv: “Gli uomini sono più a rischio delle donne”

Fanno meno prevenzione e sono più inclini agli scorretti stili di vita. Si potrebbero sintetizzare così le motivazioni che espongono gli uomini ad ammalarsi di più delle donne. Partendo da questo presupposto i ricercatori dell’Università della Danimarca Meridionale hanno analizzato tre condizioni in particolare: l’ipertensione, il diabete e l’Hiv. In tutti e tre i casi il genere maschile è risultato maggiormente a rischio sia di contrarre la patologia, ma anche di morire per scarso accesso a cure mediche e terapie adeguate Lo studio, coordinato da Angela Chang, è stato pubblicato sulla rivista PLOS Medicine.

Le differenze di genere per patologia

I ricercatori hanno raccolto dati sanitari globali relativi ad ogni fase del “percorso sanitario”, che comprende: l’esposizione ad un fattore di rischio, lo sviluppo della condizione, la diagnosi, il trattamento e la morte. Uomini e donne hanno ricevuto cure diverse per ipertensione, diabete e Hiv/Aids, rispettivamente, in 200, 39 e 76 Paesi. Gli uomini presentano tassi di malattia e di mortalità più elevati rispetto alle donne e, in alcuni Paesi, sono meno propensi a cercare assistenza sanitaria o ad aderire ai trattamenti. Nella maggior parte dei Paesi, inoltre, gli uomini hanno una maggiore probabilità di fumare, mentre le donne tendono più spesso a essere obese e a praticare sesso non sicuro.

Le conclusioni dei ricercatori

“I risultati supportano la crescente necessità di sviluppare strategie che incoraggino una maggiore partecipazione maschile ai servizi preventivi e sanitari e sottolineano l’importanza dei dati disaggregati per sesso nella comprensione delle disuguaglianze sanitarie e nella guida degli interventi sensibili al genere in diversi punti lungo il percorso – scrivono i ricercatori nelle conclusioni dello studio -. Nonostante le limitazioni nella disponibilità e completezza dei dati, questo studio chiarisce la necessità di set di dati più completi e armonizzati per queste e altre condizioni per monitorare le differenze di sesso e implementare interventi sensibili al sesso/genere lungo il percorso sanitario”, concludono.

 

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