Salute 15 Novembre 2024 10:56

Diabete di tipo 2, gli uomini sono più a rischio

Un problema di salute pubblica che non riguarda solo l'Italia. Si sta peggio in India. Gli adulti indiani affetti da diabete sono un quarto del totale mondiale, sia del tipo 1 che del 2: 212 milioni su 828
Diabete di tipo 2, gli uomini sono più a rischio

Se gli uomini hanno un maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 la colpa è tutta delle cattivi abitudini alimentari, spesso caratterizzate da un elevato consumo di carni lavorate, ricche anche di nitrati e conservanti, che aumentano i livelli di stress ossidativo e infiammazione cronica nell’organismo, favorendo l’insulino-resistenza. Il dato emerge da uno studio condotto dall’ Irccs San Raffaele e Università telematica San Raffaele di Roma, recentemente pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrition. La tendenza è confermata dai numeri Istat: le diagnosi di diabete, che coinvolgono il 5% degli italiani, sono più frequenti negli uomini (5,3%) rispetto alle donne (4,4%). I primi “mostrano una maggiore propensione verso il consumo di carne rossa e, in particolare, di carni processate, rispetto alle donne, tendenza che potrebbe aumentare significativamente il rischio di  sviluppare alterazioni metaboliche legate all’eccesso di grasso corporeo”, spiega, in occasione della Giornata mondiale del Diabete, Alessandra Feraco, prima firmataria dello studio e associato di Scienza dell’Alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate presso l’Università San Raffaele di Roma.

Le abitudini alimentari delle donne sono migliori

Le donne consumano più “verdure, cereali integrali, tofu e cioccolato fondente ad alto contenuto di cacao, compiendo di fatto scelte alimentari più sane”, aggiunge Feraco. Gli uomini, continua la ricercatrice, “tendono a saltare gli spuntini, mangiano più velocemente e sono più propensi a mangiare fuori”. Differenze non solo biologiche, quindi, ma anche socio-culturali, che rendono fondamentale adottare una prospettiva di genere per sviluppare strategie di salute pubblica e interventi nutrizionali mirati alla prevenzione delle malattie croniche. “L’incidenza di diabete mellito tipo 2 è in continuo aumento, purtroppo anche nelle fasce di età più giovani, nonostante la disponibilità di farmaci sempre più efficaci”,  evidenzia Massimiliano Caprio, responsabile del gruppo di ricerca e ordinario di Scienze della nutrizione umana all’Università San  Raffaele, per cui è cruciale “insistere sulla prevenzione e sull’educazione ad uno stile di vita sano, altrimenti il sistema sanitario potrebbe non essere più in grado di far fronte a questa vera e propria epidemia”.

Il diabete nel mondo

Un problema di salute pubblica che non riguarda solo l’Italia. Si sta peggio in India. Gli adulti indiani affetti da diabete sono un quarto del totale mondiale, sia del tipo 1 che del 2: 212 milioni su 828. A rivelarlo è uno studio pubblicato dalla rivista Lancet, in occasione della Giornata mondiale del diabete. La ricerca, basata su dati raccolti nel 2022, vede il subcontinente seguito da Cina, Stati Uniti, Pakistan, Indonesia e Brasile. Il rapporto, che rappresenta la prima analisi globale dei trend sull’andamento sia dei casi che delle cure, ricorda che nel 1990 i diabetici erano solo 198 milioni. Le cure risultano in generale scarsamente diffuse nei paesi a reddito più basso o medio, dove il numero di giovani affetti dal diabete è in crescita preoccupante. Dei 212 milioni di diabetici indiani, più della metà non riceve alcun tipo di trattamento: tra loro 64 milioni sono uomini e 69  donne.

 

 

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