Salute 20 Maggio 2024 12:06

Cuore infranto, la sindrome potrebbe avere origine nel cervello. Ecco perché

I ricercatori: "Le pazienti affette hanno mostrato un'aumentata attività metabolica di tutte quelle aree coinvolte nella sfera emotiva come l'amigdala, l'ippocampo ed il mesencefalo"
Cuore infranto, la sindrome potrebbe avere origine nel cervello. Ecco perché

Una cattiva notizia, la perdita di una persona cara o un trauma possono ‘spezzare’ il cuore. È, infatti, un evento molto stressante a scatenare, nella maggior parte dei casi, la sindrome del cuore infranto, o di Takotsubo, una forma improvvisa e acuta di insufficienza cardiaca. Ora, nuove evidenze, dimostrato che il cuore infranto potrebbe avere una ‘base scientifica’ nel cervello. I sintomi possono essere simili a un attacco di cuore: dolore al torace e mancanza di respiro, palpitazioni, o stanchezza. Tuttavia, non c’è nessuna evidenza di ostruzione coronaria: il muscolo cardiaco diventa improvvisamente indebolito o ‘stordito’ e il ventricolo sinistro, una delle camere del cuore, cambia forma. Anche se ciò influisce sulla capacità del cuore di pompare il sangue, la maggior parte delle persone colpite da questa sindrome, ha un recupero cardiaco spontaneo entro poche ore o giorni. La sindrome, infatti, non occlude persistentemente le coronarie, che di conseguenza non subiscono danni.

Individuata nel cervello una base funzionale che predispone allo sviluppo della sindrome

La nuova ricerca, condotta dai ricercatori delle strutture di cardiologia universitaria e di medicina nucleare del policlinico di Foggia, è stato pubblicata sul Journal of the American college of cardiology-cardiovascular imagining. “Tramite questo studio – spiega Francesco Santoro, dirigente medico della  cardiologia  – abbiamo individuato a livello encefalico una base funzionale che predispone allo sviluppo della sindrome. Infatti, le pazienti affette hanno mostrato un’aumentata attività metabolica di tutte quelle aree coinvolte nella sfera emotiva come l’amigdala, l’ippocampo ed il mesencefalo”.

Infarto vs sindrome del cuore infranto

“La ricerca – spiegano gli scienziati del Policlinico – ha valutato l’attività funzionale encefalica mediante tomo-scintigrafia cerebrale in quelle pazienti con sindrome del cuore infranto e sospetta demenza vascolare, riscontrando delle caratteristiche peculiari. Molte pazienti sviluppano la sindrome del cuore infranto dopo un forte stress emotivo ed accedono in pronto soccorso con i sintomi dell’infarto miocardico acuto”. Tuttavia, contrariamente all’infarto, non si osservano in queste pazienti ostruzioni al flusso di sangue verso il cuore, non si formano cicatrici cardiache e le anomalie della funzione cardiaca regrediscono spontaneamente dopo qualche settimana o mese.  “Dalla ricerca – conclude Natale Daniele Brunetti, direttore della struttura di cardiologia universitaria – sono emerse delle caratteristiche di queste pazienti che potrebbero necessitare di approcci terapeutici neurologici oltre che cardiologici in casi selezionati”.

 

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

DDL Caregiver, CoorDown: “Il testo va decisamente migliorato. Non deludiamo le famiglie”

Il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, esprime forti riserve sui criteri economici restrittivi trapelati e sull’assenza di tutele previdenziali
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Oblio oncologico, Ivass emana il Provvedimento per l’adeguamento delle assicurazioni

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha emanato il Provvedimento 169 che dà attuazione alla Legge sull’oblio oncologico. Soddisfazione da parte delle Associazioni...
di G.F.
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione
Nutri e Previeni

Prevenzione cardiovascolare: il ruolo dei nutraceutici nella gestione della dislipidemia lieve e moderata

Dai limiti degli esami negli under 40, all’uso mirato dei nutraceutici, passando per il valore della prevenzione primaria e l’importanza delle nuove linee guida ESC 2025: un quadro aggiorn...
di Marzia Caposio
Advocacy e Associazioni

Famiglie e caregiver, il tempo stringe: partecipare al sondaggio Anffas per difendere il diritto di cura

Dopo l’inchiesta pubblicata da Sanità Informazione a dicembre sulle difficoltà di accesso alle terapie riabilitative per ragazzi con disabilità dopo i 12 anni, è anco...
di Isabella Faggiano