Salute 21 Febbraio 2023 09:46

Covid, Brusaferro (Iss): «Pandemia non è finita ma possibile conviverci»

Brusaferro sul Long Covid: "È un fenomeno che stiamo studiando. Quello che sappiamo è che colpisce molti dei contagiati e chi ha avuto forme gravi è più probabile che abbia persistenza di sintomi e di sequele per mesi"
Covid, Brusaferro (Iss): «Pandemia non è finita ma possibile conviverci»

La pandemia è finita? Non possiamo dirlo noi con i dati a livello italiano, visto che si tratta di una sfida sanitaria globale. La fine della pandemia la dichiarerà l’Oms in base ai dati provenienti da tutto il mondo perché come abbiamo imparato in questi tre anni siamo tutti collegati, se una variante contagiosa spunta da una parte è sicuro che arriverà rapidamente anche da noi”. Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in un’intervista a ‘Il Sole 24 Ore‘. Cosa dicono i dati italiani? “Gli ultimi confermano un trend che è chiaro da diverse settimane e cioè che l’impatto del Covid, che è circolato moltissimo, ora è molto limitato e in costante decrescita per i ricoveri a fronte di una popolazione in grandissima parte immunizzata tra vaccini e immunità ibrida – risponde Brusaferro – In questa fase circolano di più il virus influenzale e quello sincinziale. Insomma siamo in una fase in cui possiamo serenamente conviverci”.

Con il Covid ci convivremo per anni?

Con il Covid ci convivremo per anni? “Si è verosimile che accada. Sulla base dei dati attuali lo scenario probabile è che nei prossimi anni convivremo con più virus, compreso il Sars-Cov-2”, aggiunge. Quindi con quali armi? “Per quello che abbiamo imparato, analogamente all’influenza che conosciamo più di tutti in coincidenza con l’inizio della stagione autunnale sarà opportuno fare una vaccinazione in particolare perle persone anziane e più fragili”, osserva. Ma il vaccino ci difenderà anche dal contagio? “II vaccino – risponde il presidente dell’Iss – ha una protezione iniziale molto significativa nei confronti dell’infezione che però si riduce nei mesi, ma quello che conta è che resta elevata la protezione contro le forme gravi”.

Bisognerà difenderci anche dal Long Covid?

Bisognerà difenderci anche dal Long Covid? “È un fenomeno che stiamo studiando – conferma -. Quello che sappiamo è che colpisce molti dei contagiati e chi ha avuto forme gravi è più probabile che abbia persistenza di sintomi e di sequele per mesi. L’Italia si è subito attivata e come dimostra la mappa che ha fatto l’Iss esistono già molti sportelli negli ospedali che consentono di fare accertamenti. Ma sarà necessario – conclude – continuare a studiare per comprendere e caratterizzare meglio il fenomeno”.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

SLA: “La fragilità non può essere lasciata ai margini”. Le priorità di AISLA per una cura equa e continua

Assistenza domiciliare qualificata, sostegno ai caregiver, cure palliative precoci ed equità tra territori: Fulvia Massimelli, presidente nazionale AISLA, traccia la rotta per Advocacy 2030
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Salute

Giornata Mondiale dell’Abbraccio: quando il contatto cura più di quanto immaginiamo

Studi neuroscientifici e psicologici rivelano come l’abbraccio attivi ossitocina, riduca cortisolo e rafforzi le difese immunitarie, offrendo una risposta concreta all’isolamento emotivo d...
di Arnaldo Iodice