Salute 17 Marzo 2025 13:51

Cervello, scovati 64 geni che ne accelerano l’invecchiamento

Gli stessi scienziati hanno trovato anche 29 molecole capaci di rallentare questo processo. Il tutto è descritto in una delle ricerche più vaste mai condotte su questo tema, pubblicata sulla rivista Science Advances
Cervello, scovati 64 geni che ne accelerano l’invecchiamento

Che i segni dell’invecchiamento siano più visibili dal modo di fare e di parlare di alcune persone, piuttosto che di altre, è sotto gli occhi di tutti. Ad apparire meno chiare sono, invece, le motivazioni. La ‘colpa’ potrebbe essere della genetica: i ricercatori dell’università di Hangzhou, in Cina, hanno identificato 64 geni potenziali responsabili della velocità con cui il cervello di una persona invecchia. Nello stesso tempo, gli stessi scienziati, hanno trovato anche 29 molecole capaci di rallentare questo processo. Il tutto è descritto in una delle ricerche più vaste mai condotte su questo tema, pubblicata sulla rivista Science Advances e il cui primo autore è Fan Yi, della Zhejiang University di Hangzhou, in Cina.

Verso nuove terapie per mantenere il cervello in salute

Lo studio è stato effettuato sulla base dell’analisi delle scansioni cerebrali di circa 39mila individui, contenute nella Uk Biobank, la grande banca dati britannica che contiene dati genetici, campioni  biologici e informazioni utili alla ricerca relativi a mezzo milione di individui. Le scansioni sono state analizzate anche con l’aiuto di un modello di intelligenza artificiale addestrato a stimare l’età cerebrale. “È una scoperta significativa perché potrebbe aprire la  strada a nuove terapie in grado di mantenere il cervello in salute più a lungo”, osserva il neuroscienziato Agustín Ibáñez del Trinity College di Dublino, che ha commentato la ricerca in un articolo pubblicati sulla rivista Nature. “Tuttavia – aggiunge – c’è ancora tanto lavoro da fare prima che queste scoperte possano avere  un’applicazione pratica”.

L’invecchiamento dipende da 64 geni

Il primo passo dei ricercatori è stato analizzare un sottogruppo di 31.520 individui sani e i relativi dati genetici in modo da identificare quali fossero i geni responsabili della differenza fra l’età cerebrale stimata e quella cronologica. Il passo successivo dello studio è stato identificare quali, tra queste possibili spie dell’invecchiamento precoce del cervello, potesse diventare un obiettivo per nuovi farmaci o per vecchi farmaci da utilizzare in modo nuovo. È stata così analizzata l’attività di quasi 2.700 geni nelle cellule del sangue e quella di altri 2.900 nel tessuto cerebrale. Il punto di arrivo è stata l’identificazione di 64 geni sicuramente collegati all’invecchiamento precoce del cervello. Di questi, alcuni giocano un ruolo nella coagulazione del sangue e nella morte cellulare e sette hanno un legame diretto con l’invecchiamento cerebrale.

Scovate 29 possibili molecole antinvecchiamento

Una volta identificati i 64 geni, i ricercatori si sono messi in cerca di molecole capaci di contrastarne l’azione. Hanno quindi esaminato 466 composti, alcuni dei quali già approvati come farmaci e altri sperimentati in studi clinici, e hanno selezionato 29 possibili armi contro l’invecchiamento cerebrale. Di queste, 20 sono riconosciute come geroprotettori, ossia come sostanze capaci di rallentare il ritmo dell’invecchiamento e di ridurre l’incidenza di malattie associate all’età avanzata. Individuate anche 13 molecole allo studio in sperimentazioni cliniche per problemi legati all’invecchiamento.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Contributi e Opinioni

Partecipazione, prossimità, prevenzione e diritti. Il nostro augurio ai lettori per il nuovo anno

Sanità Informazione sospende gli aggiornamenti per la pausa natalizia e, ringraziando tutti i suoi lettori, augura a tutti buone feste e dà appuntamento al 7 gennaio 2026
di Corrado De Rossi Re
Salute

Fibromialgia: allo studio montagna, mindfulness e nordic walking come terapie

E' appena partito all'Ospedale Niguarda di Milano un progetto sperimentale per offire ai pazienti con fibromialgia terapie complementari come immersioni nella natura, sessioni alle terme, mindfulness ...
di Valentina Arcovio
Prevenzione

Vaccini mRNA: benefici anche oltre il COVID, mortalità generale ridotta del 25%. Studio su 29 milioni di Francesi

Pubblicato su JAMA Network Open. Nessun aumento del rischio di mortalità, anzi una riduzione del 25% anche per cause non legate al COVID
di Corrado De Rossi Re
Sanità

Certificati di malattia a distanza: cosa cambia dal 18 dicembre con il nuovo Decreto Semplificazioni

Le nuove disposizioni non saranno però immediatamente applicabili. Serve un accordo specifico tra lo Stato e le Regioni, su proposta del Ministero della Salute
di Redazione