Salute 13 Ottobre 2025 11:48

Salute ‘percepita’, Iss: “Il 74% degli italiani si sente in buone condizioni”

Dall’ultimo Report Passi 2023-2024 dell’Istituto Superiore di Sanità emerge che solo una minima parte, meno del 3%, ammette di percepirsi “male” o “molto male”, mentre il resto della popolazione si colloca su un giudizio intermedio, definendosi “discretamente” in salute
Salute ‘percepita’, Iss: “Il 74% degli italiani si sente in buone condizioni”

Quanto gli italiani si sentono in salute? La maggioranza degli adulti sembra guardare al proprio corpo con fiducia. Secondo l’ultimo report Passi 2023-2024 dell’Istituto Superiore di Sanità, il 74% dichiara di sentirsi “bene” o “molto bene”. Solo una minima parte, meno del 3%, ammette di percepirsi “male” o “molto male”, mentre il resto della popolazione si colloca su un giudizio intermedio, definendosi “discretamente” in salute. Eppure, dietro a questi numeri positivi, emerge una realtà più complessa. Gli intervistati riferiscono in media quasi cinque giorni al mese vissuti in cattive condizioni di salute. Poco più di due giorni riguardano problemi fisici, come malattie o incidenti, mentre quasi tre giorni coinvolgono la sfera psicologica, tra ansia, stress, depressione o difficoltà emotive. Solo poco più di un giorno al mese comporta vere limitazioni nelle attività quotidiane, ma anche questi dati raccontano quanto il benessere percepito sia fragile e influenzato da diversi fattori.

L’impatto delle patologie croniche e delle difficoltà socioeconomiche

La percezione di salute peggiora significativamente tra le persone con patologie croniche: solo il 46% di loro dichiara uno stato di salute positivo e i giorni vissuti in cattiva salute salgono a otto al mese. Ancora più critici i dati tra chi presenta sintomi depressivi, con appena il 38% che valuta positivamente il proprio benessere. Condizioni socioeconomiche e livello di istruzione giocano un ruolo determinante. Chi ha al massimo la licenza elementare vive in media sette giorni al mese in cattiva salute, contro quattro giorni dei laureati. Chi segnala difficoltà economiche marcate arriva a nove giorni, rispetto ai quattro di chi non ha problemi economici.

Differenze territoriali

Il gradiente geografico nazionale è contenuto, ma emergono differenze significative. Al Nord, le Province autonome di Bolzano e Trento e la Valle d’Aosta, e al Sud la Puglia, registrano oltre l’80% di adulti soddisfatti del proprio stato di salute. Valori inferiori alla media nazionale si osservano in Basilicata (66,9%), Friuli Venezia Giulia (72,7%), Marche (70,8%), Molise (66,2%), Piemonte (71,9%) e Sardegna (67,7%). Tra le regioni “virtuose” figurano Emilia Romagna (76,6%), Liguria (78%), Provincia Autonoma di Bolzano (84,8%), Provincia Autonoma di Trento (79,2%), Puglia (80,2%) e Valle d’Aosta (81,6%). Le altre regioni, come Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, presentano valori in linea con la media nazionale, mentre per la Lombardia i dati non sono disponibili. Molise e Sardegna mostrano valori peggiori in tutti i parametri considerati, dallo stato di salute percepito al numero di giorni in cattiva salute.

Età e genere

Le differenze emergono anche per fasce d’età e genere. Tra gli ultra65enni, il 91% valuta positivamente o discretamente la propria salute. Tra i giovani adulti (18-34 anni) il 90% si dichiara in buona salute, mentre la quota scende al 61% tra i 50-69enni. Gli uomini risultano generalmente più soddisfatti delle donne, con il 78% contro il 71%.

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